Friday, December 21

last?


Dicono che è l'ultima canzone.
Non ci conoscono, vedi.

È l'ultima canzone solo se permettiamo che lo sia.



un morning tea diverso dagli altri

tutti i venerdì, non uno escluso, il rito è quello del morning tea. a scuola mia, va così. altrove il giorno cambia, ma il senso è quello: l'incomprensibile. già il fatto che non ci sia un equivalente italiano in grado di rendere l'idea, questo ci dovrebbe suggerire che ci troviamo davanti ad una realtà altra, a qualcosa dai confini vaghi. penso di aver già parlato di come l'abitudine fosse quella di affollare la sala professori, saturarla di persone chiacchieranti e vaganti di tazza munite, di biscotti armate. il tea è forndamentale, a volte qualcuno lo sostituisce con il caffè istantaneo, ma la chiave è quella. si prende l'acqua sempre bollente da un bollitore a muro, una specie di caldaia con il rubinetto, mettere la bustina, mettere il latte, lo zucchero, districarsi tra tutte queste componenti mentre tutti sono intenti a farlo, ma miracolosamente non si crea confusione, e aspettare. aspettare di poter accostare le labbra alla mug ed essere obbligati/spinti a chiacchierare. poi ci sono le torte, i biscotti, le cose fatte a mano e quelle di cui faresti a meno.
venerdì era l'ultimo, quello in grande stile. ma qualcosa, lo si realizza all'istante, era diverso. tutti seduti, o la gran parte, un'atmosfera pacata e festosa, una sorta di blanda tensione, forse il cibo nel mezzo e tutti ai lati. prima il discorso del principal, uomo magro, alto, in camicia azzurra e gambe accavallate (perchè siamo un'ottima scuola, cosa ci contraddistingue e come sono andati gli esami)
poi, la novità, entrano in campo i magi. tre professori con chitarre entrano, si posizionano a lato, leggio alla mano e fotocopie che si spargono nella sala. non me ne impossesso. secondo discorso, per il pensionamento della professoressa di psicologia, alle parole lei risponde con un lungo pippone sul ruolo dell'insegnamento. poi partono le chitarre, la prima canzone è per katie, che parte per Londra. tutti cantano, uno spettacolo e un coinvolgimento che non mi sarei mai aspettato. mai visto tanto show business nelle vene di costoro. lei ringrazia e dice che tornerà ( si sa che a Londra li massacrano gli insegnanti ahha ) la seconda canzone è per EINDRIIAS. non ci stavo credendo, per poco non collasso. mi avevano scritto una canzone, ero pietrificato, tutti occhi su di me e cantavano. non ci volevo credere, nel mezzo del teatro (anzi meglio!!) carinissima, spiritosa, affettuosa. l'imbarazzo, che sembrava essere arrivato all'apice, insieme ad una certa dose di divertimento e stupore aumenta ancora. discorso, per me. la mia prof estrae foglio con tanto di appunti ed inizia. ometto contenuti, ero abbagliato, è stata squisita. poi la platea era mia: io con la maglietta di topolino e i pantaloni neri a vita bassa, gli occhi su di me, in una mano le liriche della canzone, e il regalo appena consegnatomi, nell'altra la tazza (perchè a me il rito piace farlo bene eheh) concentrazione e via di discorso, platea. mi sono divertimento un mondo, hanno riso, sorriso, sospirato. sono contento, applauso conclusivo e abbraccio. ASSURDO


ultimi giorni




viviamo strani giorni

Gli anglosassoni sono meglio del teatro

il mio biglietto di saluto, sulla scrivania di tutti, prima di salutare


intendendo con il termine "teatro" una certa esagerazione nella rappresentazione della vita e dei caratteri, sono fermamente convinto che gli anglosassoni, australiani qui, siano meglio. vari e sinceri, assolutamente personali, con quel pizzico di formalità e svago, di assurdo e tradizione che mi spiazza, da sempre.
L'ultima settimana scolastica mi ha visto partecipare a diverse attività extracurriculari con i ragazzi, venerdi golf, lunedi biciclettata e martedì zoo, mercoledì pic nic day.

e per concludere, la mia presenza, nonostante saluti e bagagli, è stata "caldamente" richiesta per giovedì e per venerdì, ieri. le due occasioni in programma erano il curriculum day ed il morning tea. solo a scriverli mi gira la testa.
vediamo di spiegare ai pagani. il curriculum day, un mix sapiente tra attese latine e sbrigatività britannica già, è l'occasione, di solito mensile, per approfondire temi cari alla scuola, quali l'insegnamento, le tecniche d'apprendimento, lo sviluppo (...). la locazione cambia, ma tende ad essere una biblioteca, una grande aula. non si capisce se piaccia o meno, di servire non se ne parla: è necessario.
l'ultimo è stato assurdo. tema: pensare, pensare il pensare, insegnare a pensare. loro dicono think. come Aretha eheh. incontro tenutosi nell'aula di musica. ahhh dimenticavo, non ci sono esperti, inviati, amici o potenti che vengano a tenere lezioni, a P.Hill si fa da sè. era il professore di musica a parlare, nell'occasione. Ci sono stati power point presentation, articolo da leggere, canzone suonata al piano, canto corale, registrazione dei suoni legato alle immagini, perchè gli scenziani sanno amare un fiore e Keats aveva torto dicendo che sanno solo sezionare un arcobaleno, una canzone al piano, intervista al pianista, dipinto in diretta, il tutto in una location assurda. aula aperta sul cortile, sedie ad anfiteatro, chi seduto per terra, chi aggrappato ad un laptop, chi andava e veniva, chi scalzo, chi bisbiglia, dietro parete aperta sul cortile, e pioveva. e questo parlava, e gli interventi, il fatto che gli insegnanti debbano sempre ridere. troppa tensione me li fiacca ahah
descritta, per sommi capi, l'avventura del c.day, mi appresto ad approcciare il miracolo del morning tea.

si chiude


è volata, l'ultima settimana
sono qui, seduto nella camera vuota
la sensazione è stranissima
piove
piove da tre giorni
qualcuno ha parlato delle lacrime della città che perde un cittadino illustre
mi diverte e mi fa sorridere l'idea
la camera è vuota
il letto solo un materasso
l'armadio solo legno
le pareti spoglie
il pavimento sgombro
e l'acqua tutto attorno
la valigia chiusa
lo zaino pronto
il computer sulla scrivania
dove rimane, solo il bamboo
verde compagno fedele

è fatto, tutto è pronto
oggi si parte, si torna, si va


I wanna fly away
leave all this to yesterday

Monday, December 17

Fitzroy North





che bel quartiere

Lei


il buio è tutto intorno
l'atmosfera rilassata
e in attesa

le voci attutite
la sala piena


poi entrano le voci

gli strumenti tutti insieme
il posto strano
ma pronto

manca lei

parte la musica
e sai che manca poco

il pezzo inizia
ma lei non c'è

inizia la musica

tutto è pronto

luci multicolori
atmosfera

sono vicinissimo
poi la voce
non è sul palco
ti guardi intorno
da dove viene
dove

quella potenza,
quasi inaudita

il suo viso sorridente

il vestito fantasia
i capelli mossi
e quella voce

potente
intensa
prodigiosa, se rapportata a quel fisichino

è scalza, salta e canta
gesticola, ammicca
è deliziosa
semplice e delicata
a volte graffiante
a volte fa tutto lei

ed è serata!
il concerto procede bene
parla e scherza
con un Queen English
dedica canzoni, scherzi

ma soprattutto canta
ed è un'emozione, unica



Friday, December 14

due date


La data di scadenza è la data fino alla quale un alimento è igienicamente idoneo al consumo, se mantenuto nelle corrette condizioni di conservazione. Essa viene riportata obbligatoriamente sugli imballaggi alimentari dei prodotti preconfezionati rapidamente deperibili (latte e prodotti lattieri freschi, formaggi freschi, pasta fresca, carni fresche, prodotti della pesca e dell'acquacultura fresca) con la dicitura "da consumarsi entro" seguita dal luogo sulla confezione dove la data viene stampigliata. La data deve riportare, nell'ordine, il giorno, il mese ed eventualmente l'anno. Sulla confezione devono essere inoltre riportate le condizioni di conservazione ed eventualmente la temperatura in funzione della quale è stato determinato il periodo di validità.

Superata la data di scadenza, l'alimento può costituire un pericolo per la salute a causa della proliferazione batterica. Per legge è vietata la vendita dei prodotti che riportano la data di scadenza a partire dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione.

questo blog scade sabato 22 dicembre 2007


Wednesday, December 12

Che pizza!

Non che noia! non in quel senso.
nemmeno la pizza era speciale, non direi.
sono uscito con G, la mamma di J
J studiava italiano all'anno 11, si è trovato bene, ha voluto approfondire
lei gli ha suggerito di provare
lui ha accettato, è andato a Roma
è a Roma, ancora per un po'
e si sta divertendo
lei mi chiama per complimentarsi
e ci scappa un invito a cena
incontro in libreria
quella che mi piace tanto
"prendi quello che vuoi,
è il tuo ricordo dell'Australia da J."
ero estasiato
ci scappa un calendario
in bianco e nero
della città
"perchè è più drammatica, in b/w
la preferisco"
poi chiacchiere, tante
dal cammino di santagio
alla grande mela
dalla voglia di andare in spagna
o in francia, dove fanno il vino che le piace
confidenze, risate
l'Italia pregi e difetti
tante tante concordanze
"ma ti annoio?"
passaggi offerti
accoglienza a piene mani
la Pensilvenia e come si vive a Washington
perchè leggere il NYTimes
la Dante Alighieri e la voglia di fare
la pizza con l'ananas
la lingua preferita
come si trova il figlio
cosa fanno i genitori
le famiglie
gli anglosassoni
le famiglie anglosassoni
chiacchiere con i camerieri
cosa fanno i miei per Pasqua
le fragole
l'entusiasmo
Melbourne, ci si vive bene
ma non è eccitante
amo la vita
amo le persone
sono una tipa urbana
mi piace fare le cose
mi piace chiacchierare


una serata speciale




Friday, December 7

Sogni


Ci vuole tempo per dare corpo ai propri sogni




due giorni a BRISBANE



Brisbane si trova nel nord ed è la capitale dello stato del Queensland. Capitale caratterizzata da palme così come da grattacieli, è una città gradevolissima, costruita su un fiume. Non eccessivamente popolosa, con un clima piacevole, che si fa torrido in estate, B. merita di essere visitata.
Racchiude, o forse preannuncia tutte le meraviglie di questo stato. Dal clima tropicale, alla vegetazione rarissima. Tutto. La città è vivibile, ampia ma non troppo dilatata. Conserva un'aria tranquilla e deliziosa, tra il centro, l'area attorno al fiume, fatta per le famiglie, il molo e l'area vitale, i quartieri residenziali.

Per il resto, guardatevela un po' voi.



Saturday, December 1

Lo scorso fine settimana SURFERS PARADISE




Lo scorso fine settimana, mentre i miei docenti scioperavano per gli stipendi troppo bassi, io spendevo, il mio basso stipendio in un fine settimana fuori porta. La meta duplice: Brisbane, la capitale dello stato del Queensland e Surfers Paradise.


Parlerò oggi della prima: nomen omen direbbero i latini. A due ore da Brisbane, questa sorta di Paradiso ha tutto di artificiale e molto di divertente. Costituito da due o tre strade parallele all'Oceano, inframmezzate da piccole stradine che portano al lungomare (Esplanade) è meta di surfisti e turisti.
Con una schiacciante maggioranza per i biondi e i fisicati, questo posto diverte, possiede la sua anima nella rilassatezza e nel divertimento, nei grattacieli pieni di ragazzi, l'età media penso sia 24, non ho visto nessuno sopra i 40, giuro. Meta dei pellegrinaggi dei ragazzi che finite le scuole passano qui parte del tempo, vede nel suo grattacielo di prossima costruzione la sua anima: si chiamerà emblematicamente Soul.


Chi cammina, chi nuota, chi gioca, chi suona.
Si passeggia volentieri, guardando i negozi, bevendo un milkshake o mangiando qualcosa. Ho fatto due passi in spiaggia, affollata ma gigante. Un paio di spiagge laterali molto carine. Tanta gente, non affollato. Tanti surfers. Penso che il Paradiso del Surfista non sia qui, qui è piuttosto la cattedrale del pacchiano e del divertentemente plasticoso. Il paradiso è in un'onda, che fa a meno del grattacielo e del marketing.

Gradevole e suggestivo.