Tuesday, October 30

post felice


questo intervento esce di getto,
come in un lampo,
di incontenibile entusiasmo

ma se l'entusiasmo, i Greci insegnano,
è invasamento,
è perdita e ritrovamento di sè e senso

beh allora penso sia proprio questo
l'invasamento entusiastico
che mi porta
a scrivere

a dire,
a dare

lo stesso che ti porta a sorridere
la stessa energia,
lo stesso stupore,

la stessa, identica naturalezza

c'è tristezza, c'è attrito

c'è contentezza
e soddisfazione

c'è frustrazione e noia

MA


sarà che sono appena tornato da una cena
con i miei colleghi del reparto lingue
sarà che ho mangiato giapponese
con le bacchette,

riuscendo anche a gestire una conversazione

questo mi ha aiutato a non guardare nel piatto
questo mi ha consentito
di passare una serata
con persone squisite
sarà che sei mesi fa,
tutto questo non mi era solo alieno

ma anche impensabile

questo bel clima, pieno di tante cose...

ma penso anche, di essere lucido
lucido,
puntuale
e netto

nel dire che sto vivendo un momento molto bello
non faccio classifiche,
non stilo liste,
non assegno primati

ma lo sento,
lo vivo,

mi sento e mi vivo

non faccio molto, chi mi conosce sa che voglio sempre fare di più

chi non solo mi conosce, ma mi capisce
sa
che lo voglio fare perchè è parte di me


solo chi mi vuole bene,
sarebbe ora in grado di capire,
che amo dannatamente quello che faccio

ma
solo
io

ora
so

che non solo amo quello che faccio
ma per un istante, passeggiando presso il fiume,
causa assenza di sonno e luci dei grattacieli
per un istante ho capito che vivo come sono,
sono come mi piace essere
e per un delirante,
entusiastico momento
mi sono amato

di rispetto profondo

di sincera stima
di immenso sentire.

non ci penso

è strano da riportare, sono solo segni su una tastiera
ma è una potenza incredibile,
vivere un momento che finirà

il difficile è uscirne, o forse rimanerne dentro

presto per parlarne.


ma sapere anche, che forse,
anzi ora spero che quel forse scompaia

essere certi che qualcosa sia cambiato
e qualcosa sia.
quel qualcosa forse sono io,
contento.


e non è una sensazione statica

non è un annullamento o una pausa
come credevo, avevo torto

forse è crescere,
forse vivere
non mi sbilancio in giudizi...
non è un attimo o un'eternità


è un movimento, un turbine,
una costante negazioneaffermazione di sè
di me.


buona notte

e non ditemi che me lo avevate sempre detto che il Giapponese era buono

Monday, October 29

Brighton


Brighton è il quartiere posh di Melbourne. Non ho detto quello ricco, quello alla moda, quello elegante, il mio preferito. No. Ho detto posh: un mix tra la ritrosia e la spocchiosità dei benestanti ricchi e la dolcezza eterea di un posto ordinato. Distribuito lungo un declivio delicato, in riva al mare, ma partendo dall'entroterra, è popolato da ricchi australiani, con case, grandi o piccole che siano, sempre ordinate, ma non eccessivamente finte o pompose.



La cosa bella, quella che io ho preferito finora, è la spiaggia. Ed è proprio la spiaggia di Brighton ad essere stata la meta della mia passeggiata domenicale. Il tempo era incerto, come lo è sempre. Il vento forte e l'aria pulita. Ho camminato, con la mia musica nelle orecchie ( il "nuovo" cd degli smashing pumpkings a rotazione nelle orecchie ). Ho percorso una lunga distanza, senza accorgermene, con calma, senza orari, in un orario sospeso tra la tarda mattinata e la merenda. Ho incontrato poche persone, soprattutto sorridenti. La spiaggia, per quanto popolare ma non famosa, di sicuro in questa stagione non battutissima, conserva qualcosa di selvaggio, forse quell'oceano lì dietro, forse quelle luci che cambiano di continuo grazie alle nuvole morbide che viaggiano rapide. E' bello voltarsi e guardare la città, i grattacieli svettare da qui, sentire la sabbia. Due cose mi rimangono particolarmente impresse: le casettine colorate, beach boxes, piccole sedi di BBQ, coloratissime, tutte diverse: un mix tra uno status symbol e un vizio per i melbournensi bene e quella spiaggia vasta, dove un gruppo di ragazzi, faceva volare, senza apparente fatica, colorati aquiloni giganteschi, sullo sfondo intenso dei colori dell'Oceano: un vero e proprio inno alla libertà, niente da aggiungere.


Tuesday, October 23

all'improvviso

indovinate un po' con chi sono andato a mangiare la pizza stasera?

dai dai

nessuna idea?!

ma è facile !!

con
BEPPE SEVERGNINI

Monday, October 22

da una parte all'altra

stesso giorno

L'AVVENTURA DEL BATTELLO DALLA GRAZIOSA PICTON

Picton è piccina, un grazioso centro abitato posizionato in una location mozzafiato. Calda ma ventilata, circondata dalle colline ma a poche miglia dal mare aperto, è la sede unica del battelli che giornalmente collegano l'isola sud a quella nord. A pensarci è davvero bello come posto, merito anche di un tempo incredibile che ne valorizza tutto il sapore selvaggio e britannico. Ordinata,senza essere artificiale, distribuita su un viale centrale, è gradevole e vitale. Imbarchiamo le valigie al molo, dopo i soliti intoppi da prenotazione su Internet, grazie a dio avevamo stampato tutto.

Facciamo due passi per il centro abitato che sa di mare, Oceano perdono.


Qualche casa sui monti vicini, le auto colorate e la quarta panetteria della Nuova Zelanda,queste di sicuro sono le cose da segnalare oltre ad una statua di paperino e ad un arco dedicato ai caduti neozelandesi in guerra.
qui ci sono anche i gabbiani...


SI VA AL NORD !!


domani parliamo de LA SERATA NELLA SPLENDIDA WELLINGTON

verso nord, l'avventura continua (nel ricordo...)


cari miei lettori,
so che non aspettavate altro
la vostra attesa è ricompensata...

ecco una nuova puntata della mia avventura in Nuova Zelanda

eravamo rimasti al secondo giorno, ora parliamo dal terzo in cui si va da Nelson a Wellington

è una gran giornata quella che si apre davanti ai miei occhi, che a fatica si decidono ad abbandonare la condizione di chiusura più impenetrabile per affrontare quello spettacolo di cielo azzurro. l'immobile e vagamente american-surfista Nelson, cittadina appena appena carina, posta al termine di un gradevole parco, appare diversa sotto una luce potente ed un cielo limpidissimo.

il Burgerking, prima volta in vita mia, lo ammetto, della sera piena mi ha regalato deliziosi e variopinti sogni. era l'unico posto aperto, e dopo aver scoperto che si poteva prelevare anche con la debit card australiana, abbiamo festeggiato in questo locale vagamente hollywoodiano (con divi alle pareti e sedie versione Pulp Fiction).


usciamo, zaini in spalla, dall'ostello, due passi per il paese ancora deserto e muto. mangio una danish con custard (leggi delizioso croissant con una crema simile allo zabaione) e bevo il mio primo cappuccino che sulla schiuma non porta, come qui è usanza, il cacao, ma la cannella! che buona. Questo sì che è un ottimo inizio.


Siamo anche in anticipo a voler ben vedere. Il pulman azzurro con autista dalla barba vagamente natalizia, ci aspetta al terminal. Si carica, è pieno, si parte. Il viaggio è gradevolissimo. Il sole fa la sua comparsa e i paesaggi che si alternano sono quelli di pascoli ondulati, di curve tra boschi fittissimi, villaggi raccolti e distanze con istantanee che cercano di fermare, giusto un attimo, questo bellissimo trascorrere.



Facciamo diversi pick up e l'autobus stracarico, passa per un aeroporto fantasma, per bellissimi villaggi dalle case tutte diverse, dove dicono si mangino delle cozze da primato, passiamo dalle vigne (ma sti kiwi dove sono?)



è questione di un'ora e arriviamo a Picton

Bravi ragazzi!

scuola e lavoro
parlo poco, diciamo meno, della scuola
mi piace, moltissimo
forse per l'ambiente vivace e sempre diverso
forse perchè ci spendo tante energie, mai fermo, prepara un gioco, chiacchiera con qualcuno
scegli il materiale, rilega questo, segui la lezione, parla con il collega
forse perchè è un ambiente pieno di gente diversa
qualcuno direbbe colorata, frizzante direi
oggi è stato il grande giorno, ho accompagnato il mio gruppo all'esame
esame orale, con la fatidica formula 7 minuti di conversazione generale e 8 di studio dettagliato
la prima su famiglia, lavoro, amici, tempo libero e scuola
la seconda su un tema libero approfondito in classe: immigrazione italiana in Au e stranieri in Italia
temi come l'associazionismo italiano in Au (il caso del FILEF), la legge Bossi Fini, il contributo italiano all'Au, cosa ne pensano gli italiani degli stranieri, i matrimoni per procura...
temi trattati con semplicità ma con una certa puntualità
io ho brontolato parecchio ed è uscito, penso, un lavoro apprezzabile
e oggi a mezzogiorno, digiuni e un po' agitati, siamo partiti
io e loro, loro ed io
non c'era la prof, aveva lezione, io ho chiesto due ore libere per andare con loro
hanno apprezzato, due tram e siamo arrivati
sede dell'esame: una chiesa cristiana ucraina ??? beh sì, in una sorta di seminterrato.
arriviamo, ultime prove, ma quando lo metto il congiuntivo, ma si dice procura, ma problemaè maschile o femminile, ma A. voglio andare a casa, ma se mi chiede..., e se non capisco..., ma le foto quando gliele mosto...
ma è bastato esserci, per me, per loro
per il lavoro fatto insieme.
poi ognuno libero... domani si mangia una fetta di torta tutti insieme, per festeggiare
fra un po' ci sarà lo scritto, di cui giovedì facciamo una simulazione
BRAVI RAGAZZI
altri aggiornamenti dalla scuola
con l'anno 7 e l'anno 8 in settimana facciamo il GIOCA JOUER una severa competizione ad eliminazione, chi sbaglia il verbo, si siede, chi indovina continua, vinca il migliore;
dopo la missione di spiegare un sonetto di Dante all'anno 11 (tentou honesta...) ora si cercano idee per la lezione doppia, sarà riguardo l'arte in genere, domani fanno la Gioconda;
l'anno 10 si prepara ad un dibattito con tema l'ITALIA che ho visto in gita;
con l'anno 8, l'altro ho fatto il gioco della lepre e della tartaruga, leggere, capire, recitare e fare esercizi, sono stati bravi, mentre con l'altro anno 7 ho fatto il workshop sulla pizza, i diversi tipi, gli ingredienti...
sembra tanta roba, ma non lo è.

Thursday, October 18

rassegna fotografica del viaggio a Nelson

non domi, dopo il treno, siamo saliti su un autobus, dalla piccola località di Greymouth ci siamo spostati a nord, verso Nelson attraverso un parco naturale, preceduto da una strada a tornanti lungo l'oceano spumeggiante. sarà stata la guida allegra del conducente chiacchierone, il percorso accanto alle onde e alle rocce, ma conservo un ricordo vivido e delizioso di quei momenti. Eccone le foto

il secondo giorno: il treno nel ghiaccio


io i treni, li amo.
c'è qualcosa...
nell'attesa, nel tipo di viaggio, nei luoghi attraversati dalle rotaie, nella loro storia, nel loro mistero, nel rumore, nello scorrere delle immagini...
c'è qualcosa senza motivo che me li fa preferire...
io i treni li amo ed il pensiero poi che in Nuova Zelanda si viaggi in treno, prevalentemente, mi ha fatto veramente piacere.
li amo entrambi.
sarò mica diventato facile all'affetto?
ho insistito, e nemmeno troppo, che li prendessimo tutti e tre.
sono infatti tre i treni scenici che attraversano l'isola sud (2) e l'isola nord (1).
sono consigliati, sponsorizzati, non turisticissimi, deliziosi. ed economici.
secondo giorno: da Christchurch a Nelson.
mezzi utiizzati: un treno, un pulman
ci si sveglia presto, il tempo grigio e la gola secca di certo non aiutano. il cielo era grigio, di un grigio luminoso, uniforme e, agli occhi degli addormentati, implacabile. la luce è fioca, quando apro le tende ed i vestiti sono già pronti vicino al letto. Vestiti in reception, scopriamo di aver appena mancato per poco una navetta che ci avrebbe portato in stazione, dove siamo diretti. ci consoliamo con il fatto che sarebbe costata di più del taxi, che ci facciamo chiamare all'istante.

il tassista è muto e Christchurch graziosa lascia spazio ad una periferia di villette danarose, tutte gradevolmente diverse, dietro ad una pseudo zona industriale, spunta, abilmente nascosta da un centro commerciale, la stazione ferroviaria. Piccola, in modo sconcertante, visto che ci troviamo nella città più vecchia e popolosa dell'isola sud.


il treno azzurro è lì che ci aspetta, azzurro e silenzioso. Dopo una amabile discussione con la signora addetta ai biglietti che sosteneva non avessimo prenotato ed un cappuccino che faceva schifo, mai vista una stazione senza bar e con siffatta macchinetta produci schifezze. Imbarchiamo i bagagli nell'ultima carrozza e con un sorriso prendiamo possesso delle nostre vetture. Prima carrozza, per noi e per soli cinesini imbarazzanti, guardavano dvd su un treno panoramico. No comment.



Piove. Senza tregua. I paesaggi cambiano e sono incantevoli. Inguainati in un grigio che non li valorizza al massimo, ma che aiuta l'atmosfera intrigante: laghi, paludi,i ghiacciai velati e privati delle loro sommità. Un ottimo muffin nel frattempo elimina il ricordo pessimo del cappuccino. Piove, poi smette, poi diluvia.


Ma sto vento...

Sai cosa mi piace delle città con il vento?

No...

Sapere, che di lì a poco, c'è la costa e quindi... il mare

Wednesday, October 17

Varie ed eventuali: la politica


Stimoli diversi, come vettori dal senso opposto, ma non lontani, mi arrivano in questi giorni...
l'argomento: la POLITICA

primo stimolo: risale ad un po' di tempo fa, l'Australia è un caso più unico che raro (tra le altre cose anche per il fatto che) il voto è obbligatorio. tutti coloro che si sono iscritti alle liste elettorali (il suono del verbo non è lontano dall'italiano arruolarsi) DEVONO votare. il voto è un diritto, ma per questo Paese del Commonwealth è anche e soprattutto un dovere. L'ho appreso per caso (e con stupore) al ritorno dal campus sulla neve. Non è così da sempre e lo scopo è quello di coinvolgere una nazione nuova, alla politica così come all'indipendenza, e facile soprattutto alla pigrizia e al qualunquismo. Serve? c'è chi dice sì, c'è chi dice no. C'è chi osa tesi politiche estreme a riguardo, secondo cui la destra sarebbe al governo proprio per questo motivo, sfruttando l'immobilismo di coloro che, se non obbligati, non voterebbero. Mah

secondo stimolo: una massiccia, inaspettata, acclamata folla di miei connazionali, stando al sito di repubblica, mia fonte, ha scelto di votare per scegliere il leader del neonato Partito Democratico. Leggibile (esiste anche la possibilità del contrario) come un interesse, una presa di posizione, un momento forte e collettivo, questo è accompagnato da una frase forte, detta da un uomo non esattamente carismatico: LA POLITICA E' IL SENSO DI UN PAESE. Sarà vero? Certo è che un Paese (inteso come collettività, come "popolo") che si interessa, prende parte, sceglie, agisce per il bene comune, per il proprio bene, per sè e per gli altri, che pensa a se stesso... beh a me piace, lo considero un buon sinonimo di "speranza".

terzo stimolo: l'Australia si prepara al voto, il voto nazionale (obbligatorio) sarà a fine novembre, mi pare il 25, non sono sicuro, e chiederai al popolo dei canguri di scegliere tra il "the right choise" e "the new choise". In italiano questo gioco di parole non rende: tra la destra e il nuovo, tra il giusto e la sinistra. Fare una scelta in nome della tradizione, di quello che negli ultimi 10 anni (tanti ne ha governati Howard) è stato, continuare nel solco del partito, sicuri dell'efficacia, della stabilità, H dice "voi sapete dove sto" oppure cambiare, capire di essere esausti e di averne abbastanza, azzardare il nuovo che tanto diverso, a detta di tanti, pare non essere

quarto stimolo: il mio ex padrone di casa, l'esilarante ed originalissimo mio omonimo, lui non ha però il problema della s finale, mi ha lasciato, caso più unico che raro, ieri un estratto da un libro di Chombsky che parla della democrazia, poi lo ha commentato (di solito chiacchieriamo davanti ai pc, la citazione era una novità!) vorrei che fosse stato mio padre, dice sempre quello che vorrei dire io. e qui, dice, come mi sento io riguardo la democrazia. Ve ne fornisco una rudimentale traduzione, e con questa concludo

Il termine democrazia fa riferimento ad un sistema di governo
nel quale elementi appartenenti ad elitè,
le cui basi sono nel commercio e negli affari,
controllano lo stato in virtù del loro predominio all'interno della società privata,
mentre la popolazione osserva in silenzio.
La democrazia è insomma, capito questo, un sistema di decisioni prese da una elite
e di obbedienza pubblica, così come negli stessi Stati Uniti.

Monday, October 15

Ieri


IO C'ERO

nonostante non sia nazionalista, ma tifassi per un altro (mio connazionale), ieri sono stato contento di vederlo sfrecciare, con dietro le onde dell'oceano, tra l'asfalto disegnato in una distesa di verde brillante, giovane e sostenuto dalle ovazioni del pubblico multicolore, impeccabile nel suo trionfo, quasi ignaro, questo giovane biondino, che giusto pochi giorni fa vedevo sorridere, impacciato, a stringere mani, in Federation Square, vincitore, ieri l'ho visto così, sventolante la Croce del Sud, schivo abbandonare il podio, che, in casa, lo ha reso, campione del mondo. Ed è stato un bellissimo GP, l'ultimo della stagione, il primo mio.

Cento...cento...cento

siamo arrivati, zitti zitti
a CENTO post, un numero bello tondo
GRAZIE
grazie a tutti
a chi passa sempre
come a chi ci è capitato per caso
a chi si dimentica questo indirizzo
a chi non sa usare i blog
a chi commenta
a chi no
a chi mi conosce
a chi legge a chi guarda le foto
a tutti voi, un grazie, al contrario
e io... giro la ruota!

Friday, October 12

CHRISTCHURCH


THE GOLDEN CITY, IL PRIMO IMPATTO CON L'ISOLA SUD

Con i suoi 440 mila abitanti, la sua posizione centrale rispetto alla regione del Canterbury, CHRISTCHURCH è non solo la città più grande dell'Isola Sud ma è anche la più britannica delle città neozelandesi. Che non scattino subito le polemiche o la caccia al quid della britannicità, vi basti sapere che è una città ordinata, pulita, elegante ed estremamente viva. Piena di gallerie d'arte, locali, una cattedrale centrale, la solita mania per i parchi e il verde, non finta o costruita, giocata su un piccolo fiume che la attraversa, con una piccola fabbrica della birra, il post office con le caselle con la corona ed con un tram che la attraversa.



Le case deliziose che circondano il centro sono in perfetto stile, mentre un'autista donna ci porta dall'aeroporto alla piazza della cattedrale. Le auto sembrano più belle di quelle viste fin'ora, la piazza è incantevole. Ordinata, con piccole bancarelle, un'esibizione teatrale improvvisata, negozi che si affacciano (tra cui un mimetizzatissimo Starbucks) e un monumento conico in onore del nuovo millennio.



Ci concediamo, dopo il check in, un giro lento in città. Tra Art Center, bar con tavolini rossi, cinema teatro, case con scale antincendio all'esterno, piccoli angoli incantevoli, parco con gondola. Poi negozi di gadget, assaggio del deliziosissimo cioccolato al kiwi. Mmm io che non amo i cioccolati "truccati" questo l'ho amato immediatamente.
Pomeriggio piacevolissimo, girando senza fretta in città, per nulla timida, si lascia guardare, europea e elegante in molti suoi punti, con una grande presenza asiatica e una bella atmosfera accogliente.
La serata si conclude con una pizza in un locale strano, fatto a due piani, guardando lo sport nazionale, l'ossessione e il credo kiwi: il RUGBY. Dopo cena ci raggiunge l'ultima componente del viaggio, S. fidanzata con un italiano che vive a Sydney, amica di C.

http://www.christchurch.org.nz/
http://en.wikipedia.org/wiki/Christchurch

si parte...

Come promesso, inizia ora, con un attimo di ritardo, so che siete trepidanti, il mio racconto del viaggio dei viaggio: la mia uscita per la Nuova Zelanda.
Inizio col dire che il tempo è tiranno, ma il nostro boss anche di più, quindi una settimana, otto giorno otto, era il tempo a nostra disposizione per allontanarci e viaggiare.
Perchè la Nuova Zelanda? come se ci fosse bisogno di motivazioni... sfruttando l'alibi che andando all'estero avrei avuto il rinnovo gratuito dell'assicurazione medica, ho pensato di lasciare l'Australia. Ammetto di aver avuto i miei dubbi nella scelta della meta, andare via da uno stato continente diventa davvero impegnativo. C'è tanto tanto da vedere. Ma viaggiare è come amare, non solo scegliere ma preferire. Ho preferito il mio sogno e sono andato nella terra della grande nuvola bianca.
Non perdiamo altro tempo, ed iniziamo con il racconto

IL PRIMO GIORNO
da Melbourne a Christchurch: il viaggio e la città
30 settembre

NOTTE BREVE E PARTENZA VELOCE
La mia compagna di viaggia C. ha dormito da me, visto che saremmo dovuti partire la mattina insieme. L'aereoporto le è scomodo, come d'altronde lo è da me. Ma svegliarsi insieme ha, oltre al piacere della colazione, anche il fatto che si rischia meno di essere in ritardo. Le ho preparato il divano, ma abbiamo parlato a lungo e la notte è stata breve. Il risveglio intorpidito, lento, non entusiasta ma sorridente. Venivamo entrambi da una settimana di pietoso lavoro. C. ha preparato la colazione con oats, fragole e banane tagliuzzate al momento, cosumate con calma e a respiri profondi. Si cercava di svegliarsi, il meglio ed il prima possibile. Mi sono preparato il caffè con la macchinetta RMIT (di cui mi riprometto di parlarvi il prima possibile). Poi via in fretta, C. con la porta aperta e si esce.
Il viaggio in stazione è impossibile a piedi, sotto grandi zaini pieni, si va in taxi. Guida un taxista somalo particolarmente interessato a sapere se la Sicilia fa ancora parte dell'Italia (e lo chiedi ad una veneta e ad un lombardo domenica mattina? rischi) e al fatto se nel nostro Paese ci sono infrastrutture e trasporti che funzionano. Guida piano, con un ritmo straziante e con un paio di evidenti infrazioni che non manca di sottolineare con una bestemmia.
Arriviamo in Stazione, prendiamo il pulman e siamo in Aeroporto in orario, una mezz'ora di ritardo sul tempo consigliato ce lo siamo presa, ci mettiamo una vita a fare l'imbarco, una lentezza incredibile che ci mette il sorriso. A me fa soprattutto sorridere il cartello sul bagaglio a mano, dice: per quanto grande possa essere il tuo ego, il tuo bagaglio deve comunque stare in questa misura, e ne propone un disegno tratteggiato. Ci imbarcano cinque (dicono cinque) minuti prima dell'orario del decollo (ndr era pur sempre un viaggio internazionale) e ci sta anche lo spazio di una battuta. Dopo un disguido riguardo la possibilità di portare contanti all'estero, sono in aereo vicino al finestrino, salutato dalla ragazza che ci ha imbarcato con un "ciao A.". e si parte, destinazione Christchurch. Sull'aereo leggo dei maori sulla lonely planet, mentre una hostess voluminosa e truccatissima propone il gioco del "sedile più pulito" che permette al più pulito un premio a sorpresa. Forse un caffè con lei.

Guardate che bella che è, le prime immagini tra costa, montagne innevate e palude





It is not strange, it is special

Non è strano, è speciale

Monday, October 8

back from NZ

sono tornato da una terra che mi ha letteralmente stregato
la terra della grande nuvola bianca, come la chiamano i suoi abitanti
uno stato diviso in due isole, che si guardano e si rispettano
una colonia fiera di esserlo, un mondo sospeso...

non amo fare i paragoni o parlare di primati o classifiche
non mi appartiene, mi sembra ingiust
ma devo dire che se ci fosse una top5, questo viaggio ci rientrebbe di certo
di prepotenza, garbata sì, ma sempre prepotenza
quella di un sogno, realizzato
quello di uno stupore, ancora intatto.

qui urge però dire che il posto è magnifico e che l'atmosfera mi ha colpito, moltissimo.
com'è la Nuova Zelanda?
è bella... ma è soprattutto elegante, elegante e pulita.
di quella compostezza mai sguaiata
di quella natura così pura e assurda

complice il viaggio soprattutto in treno
mezzo che prediligo e amo quant'altri mai
questa terra mi è passata sotto gli occhi
nel sole del nord e nel brutto tempo del sud
nelle coste oceaniche dell'est
e nei ghiacci del nord
nell'accento strano
nell'amore per il rugby
nella vitalità delle città
nella pace della natura

tanto altro...
una certa cultura del rispetto
una grande unione con i Maori
un recente che non pesa
un vento che taglia
dei colori che affascinano
e un frutto che adoro.

fornirò la cronaca della mia vacanza, breve ma forte, giorno per giorno, per farvela vivere e per ricordarla ancora, un altro po', solo un altro po'...

Sunday, October 7

JUMP


There’s only so much you can learn in one place
The more that I wait, the more time that I waste
I haven’t got much time to waste,
it’s time to make my way
I’m not afraid of what I’ll face,
but I’m afraid to stay
I’m going down my own road and I can make it alone
I'll work and I'll fight,
Till I find a place of my own

Are you ready to jump?
Get ready to jump
Don’t ever look back, oh baby

Yes, I’m ready to jump
Just take my hands
Get ready to jump!
We learned our lesson from the start, my sisters and me
The only thing you can depend on is your family
And life’s gonna drop you down like the limbs of a tree
It sways and it swings and it bends until it makes you see
Are you ready to jump?

Kia ora

sono appena tornato dal mio viaggio

meta: la terra della grande nuvola bianca

lasciatemi respirare e vi racconto tutto... ne vale la pena!