Sunday, August 26

una scoperta


Regia di E. Crialese
Con V. Golino, V. Amato
Drammatico

Partita dalla Settimana della Critica di Cannes, una leggenda di Lampedusa (qui molto ammirata ma mai citata dalla macchina da presa) che ha conquistato premi e pubblico: la donna che faceva il bagno nuda inneggiando a Patty Pravo e scomparve nelle grotte dell’isola per sfuggire al marito che voleva portarla da uno strizzacervelli del nord. Dalla sua parte solo i figli, qualche cane randagio e i colori, i riflessi, le onde, i silenzi di un pianeta sudista mistico e selvaggio, poetico e violento. Valeria Golino, oggetto cinematografico non ben identificabile, emette solo rare parole in dialetto tenendo recitazione e umore sempre a tono con l’intensità. Prestazione che vale una carriera. Elogio della libertà dell’essere: film fisico, liquido, da assorbire come un forte raggio di sole. Con le dovute precauzioni.


Thursday, August 23

capita...

capita...

a volte, e soprattutto con loro...
capita,

che si sveglino e non sappiano cosa vogliono

capita...
che sappiano cosa non va e non lo accettino più
che siano inspiegabili ma magnifiche
agli occhi di chi le guarda
di chi ha rinunciato a capirle ma se le lascia attorno

ed è c0sì,
con lo stesso intraducibile meccanismo
che M. si è alzata ieri mattina
socchiudendo i suoi occhi dal grigio oceano
sorridendo pigra alla periferia lenta
sgranchendosi le braccia dai marciapiedi ordinati e dalle vetrine senza riflesso
e così

capita

che una mattina tra le tante
senza capricci o pretese
caparbia e testarda, come tutte le giovani

miracolosa come ogni volta

capita...
che M si sia trovata esausta
stufa di un manto che non la valorizzava a dovere
che non la faceva sentire amata
spledida
speciale

pronta
a qualcosa di nuovo

che non fosse un taglio di capelli o un monumento

era pronta per la nuova amicizia

ed ha salutato con garbo e decisione
quello che era un intruso

e capita che sia finita
e che sia
o quasi
un nuovo amore,

forse solo un primo timido avvicinamento di intenzioni
solo un delicato susseguirsi di attimi all'unisono

ma tutto lascia presagire
che sia fatta
e capita...
che tutto questo si chiami inizio
e che il mondo
gli dia il nome di


primavera

Tuesday, August 21

quando la serenità passa attraverso i fusilli

3 cose da dire
1) gli incontri
2) Jack
3) i fusilli e il dentifricio
INCONTRI
penso che viaggiare non sia facile, men che meno farlo da soli. posso succedere cose spiacevoli, si può soffrire la solitudine, ci si può annoiare. di sicuro in ogni viaggio c'è una certa percentuale di rischio, di azzardo e di scommessa. nel viaggio però c'è sempre l'incontro, forse più frequente quello umano per chi parla molto, forse meno intimo e profondo di quello con la natura e l'atmosfera. ma l'incontro è sempre una domanda e un'energia molto forte. Ne ho fatti di interessanti in questo w.e.
MARIA è una donna bionda, con i capelli disordinati, nei sui quaranta. lavora nella capitale da una decina d'anni in un bar molto particolare che porta il suo nome. è una specie di roulottes nera e verde, dove lei serve un cappuccino scarso con dei biscotti ottimi che non si vergogna a proporti e consigliarti. parla volentieri ma non sorride molto. guida un gippone (jeeppone??) rosso, e allo scattare dell'ora alza pigramente gli occhi verso l'acqua ferma del lago e ascolta il suono dell'organo, forse aspetta forse no.
JOHN è un adulto prestante, dall'aspetto franco e dall'accento marcato. Ha gli occhiali piccoli, lo sguardo pulito, il saluto facile "buongiorno". Fa l'autista in settimana, tre giorni su sei. è pieno di entusiamo ma non scherza sugli orari, davvero secco e fiscale. parla con trasporto del parlamento e si diverte zizagando tra le ambasciate, preferisce quella del messico, concordo.
ANA è alta e doveva essere splendida. oggi è solo bella, con gli occhi allungati e i capelli biondo cenere. è vestita in rosso e blu, scherza e sorride, commentando "mi considerano esotica". si riferisce ad un gruppo di cinesi che le chiedono, a gesti, di avere una foto con lei all'interno del nuovo Senato. è deliziosa, mi si rivolge in inglese da MadrePatria e passa con disinvoltura al francese virando poi all'italiano. la figlia studia a Bologna, il marito tazmaniano l'ha conosciuta in Svezia, da dove lei proviene, e le ha fatto girare il mondo. come si fa a conquistare una come Ana? semplice, adora il risotto e lui la porta sempre in una risotteria in southbank.
JACK
qualche giorno fai postai una foto con il presidente americano che rideva fragorosamente mentre l'impeccabile sua maestà teneva un discorso con il suo miglior stile, il post si intitolava <>. ora ve lo spiego. quel giorno ho ricevuto una telefonata, era una voce profonda e piena al telefono che non ho riconosciuto all'istante. Era Jack che mi diceva che avevamo, aveva vinto. Da qui la soddisfazione. E il post.
Ma chi è Jack e soprattutto cosa abbiamo vinto? Jack è un ragazzo con madre scozzese e padre americano, padre con cui vive, che ha avuto oltre a lui altri due figli, madre che intravede ogni tanto, che ha avuto altri due figli e vive altrove. Jack due anni fa studiava in un'altra scuola e si annoiava. Ha cambiato e dal latino è passato allo spagnolo il sabato pomeriggio e all'italiano durante la settimana. L'italiano gli piaceva ma non gli riusciva. Jack è alto e pue un ragazzone, non grasso, dal sorriso largo e dagli occhioni sinceri. Alla fine dell'anno lo spagnolo era ok, ma l'italiano non esattamente. Per passare al livello 11, le sue conoscenze non erano sufficienti, unica soluzione farlo per corrispondenza. Ma Jack è testardo e caparbio, per quanto buono e molto dispettoso. Ha preferito rifare l'anno nel livello 10. Jack legge tanto, lo vedo spesso in biblioteca che si sfoglia un nuovo libro, mp3 nelle orecchie. Ha solo cd originali e ne ha tanti, ma tanti. Se li compra con i soldi che guadagna facendo da babysitter oppure lavorando nel supermercato biologico. In biblioteca mi parla spesso e anche volentieri. E mi dice che vuole andare in Italia. Si apre il bando,su tutto lo stato del Victoria, pochi posti tanta gente. Una borsa di studio che copre volo, vitto e alloggio. Jack la vede, mi chiede, partecipa. Parliamo ogni tanto e mi consiglia della musica. Studia poco, ma il suo prof dice chelui è idealista, si immagina le cose che vuole. Con abile capacità diplomatica e sapiente intervento del language assistant (che sarei io) i suoi voti di presentazione in accompagnamento alla lettera motivazionale per il concorso, salgono molto. Convinco il prof a dargli una seria possibilità di rischiare. Lo segnalano tra i papabili. Mancano solo le interviste. Una in lingua, la sua, una in italiano, la mia. Ci prendiamo la giornata in biblioteca e la prepariamo il giorno prima. La telefonata con gli argomenti arriva 24 ore prima. Gli lascio il mio numero, per emergenza. Ho le domande, mi scrive, il giorno prima. Il pomeriggio dell'intevista è agitato e come me odia aspettare. Miscrive che ha dimenticato il foglio con le risposte, lo ucciderei, poi mi tranquillizza dicendo che l'intervista non era difficile. Passano due giorni.
Oggi Jack non mi saluta normalmente, mi invita a battere un sonoro cinque per il corridoio, mi sorride e ci prendiamo in giro...e ogni tanto mi ricorda che a gennaio saremo compatrioti... cosa pensate che sia successo? eheh
FUSILLI E DENTIFRICIO
E' la prima volta che vivo da solo, sul serio e per tanto tempo. Che devo badare a me stesso, alle mie cose.
E' la prima volta che vivo con qualcuno, sul serio e per tanto tempo. Ed è nuovo, strano, completamente diverso. Mi piace ma nessuno dice che è facile. Ho una casa molto bella, che mi piace molto forse è più vicino al vero. E' grande e ci sono tante persone. Sono fortunato, sono gioviali, educate e pulite. Non è semplice mantere una buona atmosfera, tra culture spesso lontane ma è un'avventura giorno per giorno. Fra non molto metà dei coinquilini cambierà e un po' ci soffrirò, perchè il tempo vola, perchè mi ci trovavo bene. Non vi ho mai parlato di loro, forse lo farò.
Prima di partire per caso ho preso un dentifricio che non era mia. Abbiamo quasi tutti lo stesso e mi sono confuso. è nata una certa tensione, da un elemento piccolo. la proprietaria pensava che se ne avessi avuto bisogno avrei potuto chiedere, io che dicevo che mi ero confuso e che se voleva, poteva usare il mio per vendetta. era tutto sullo scherzo ma non era rilassato.il caso è rientrato quando oggi, nel sole delle rispettive lavatrici, le ho offerto di mangiare i fusilli con me. Sembra patetico, ma ha fatto di più un piatto di fusilli... cucinati come si deve, con il sugo che ho preso al supermercato italiano e original parmesan... ottimo, ci abbiamo scherzato.

Monday, August 20

L'inviato dalla Capitale

eccomi qui, sono tornato
oggi è il curriculum day a scuola, si decidono noiosissime cose sui programmi e sui bilanci.
per me è un day off, una giornata di vacanza, piacevolmente spesa nelle pulizie domestiche.
un po' di ordine in camera faceva bene, ci voleva proprio.
ora si respira proprio un'altra aria, sto anche ponderando l'acquisto di un nuovo copriletto...
ho passato l'aspirapolvere, tolto lo sporco dagli angoli, rifatto il letto per bene, pulito i vetri...
un po' di sana tranquillità domestica, il tutto dopo una dormita rigenerante
ora ascolto Sandi Thom, questa cantante di origine scozzese,che mi piace davvero parecchio...
voce profonda e aggraziata, melodie deliziose. la consiglio...

per il mio Ferragosto mi sono regalato un soggiorno a CANBERRA
qui ferragosto non lo si festeggia, i romani qui non li hanno avuti, e data la scarsa attitudine alla storia, al massimo romano è chi cucina la porchetta o ha il forum... ma torniamo a noi.
la soddisfazione di pagarselo interamente è tanta. volo, ostello, pasti e vizi tutti a carico del sottoscritto. certo non che spendere sia mai un piacere, ma farlo per un bel viaggetto dopo settimane di lavoro (la montagna era stata comunque un impegno, so che si fa fatica a crederlo...) beh farlo per la Capitale poi, ci stava.
Ho deciso di partire da solo, sia perchè la meta Canberra non esaltava molti sia perchè avevo bisogno e voglia di staccare dal resto. Zaino con un paio di cambi e via, aereo per l'aeroporto. Un finesettimana tirato con i tempi ma pieno pieno di cose, viste e fatte. Davvero tante.
Ma parliamo di questa città. Questo strano caso di capitale.
Canberra ha innanzitutto il nome aborigeno e significa "il luogo d'incontro" e già qui scatta il primo paradosso. Questo meeting place è stato scelto per essere la capitale di uno stato, grande immenso, a tratti assurdo. Divisa in sei stati e due territori, la terra d'Australia nel diventare federazione abbisognava di una capitale. Ieri come oggi le due città maggiorni erano Melbourne, capitale dello stato del Victoria e Sydney, capitale del New South Wales. E tu te le immagini, l'affascinante - etnica a suo modo - e sorridente Melbourne da una parte e l'esclusiva pretenziosa e splendida Sydney dall'altro, a temere che l'una diventi quello che l'altra non si sente ancora di essere. Quindi i contrasti sono tanti e si sceglie un appezzamento di terreno, nel mezzo, si crea un territorio (quello della capitale) e si decide che un villaggetto sarà la Capitale di questo stato/continente/colonia. E così, dopo un concorso tra architetti da un terreno dedicato al pascolo, meno di cento anni fa, nasce la città.
Ma com'è Canberra? Beh è incredibile. Per essere fatta dall'uomo poteva essere meglio, per essere fatta per l'uomo non dovrebbe magari essere così deserta... Bella o brutta non saprei. E' inspiegabile pur essendo prevedibile e studiatissima. Opera di un americano, in primis, che ha negli occhi Washington (anche lei città scelta per essere capitale) ordinatissima ma vuota. Nel fine settimana gli abitanti lasciano la città che non è fatta per essere abitata e vanno altrove. Cosa fa Canberra quando tutti vanno via? Dorme, secondo alcuni, aspetta secondo altri... E' una città di rappresentanza, dove ha sede il potere, lontano dal resto.
Da ricordare l'atmosfera del lungo lago (artificiale), il parlamento nuovo e quello vecchio, la national gallery, lo zoo, la Telstra Tower, i giardini botanici, il museo d'Australia e quello della città, l'università, la città della scienza, le ambasciate (che brutta quella italiana, roba da non crederci!). Pensata con l'elemento ripetuto a forma di Y, questo spettacolo di artificio risulta senza anima, sconfinata e dispersa, giocata su un centro che non solo non ha storia ma nemmeno carisma. I monumenti appaiono fermi, come le bandiere disposte ordinatamente, lungo il lago. Incredibile la fontana nel lago, dedicata a Cook, e l'organo di dimensioni mastodontiche su un isoletta, che segna le ore nel silenzio.
E' un caso unico, forse fallito forse riuscitissimo. Camminare in una città così grande e così desolata è strano, assolutamente.
Tante le cose da fare, poco il tempo, soprattutto perchè i mezzi di trasporto sembrano giocare anche contro il turista più accanito e preciso: quando la vita sembra finire alle 17 non è facile e non rimane che camminare. Alla fine me la sono cavata egregiamente in questo strano mondo, tra un monumento una via e l'altra, un caffè e due parole con gli scarsissimi turisti. Ho visto molto. Il tempo adatto per vedere la capitale è due giorni, per vederla vuota e immaginarla piena, ferma ma non fredda, un po' frastornata da quel cielo così grande e da quella responsabilità così forte: essere bella, perfetta e soprattutto... capitale

a presto le foto...

Sunday, August 12

IN MONTAGNA

Finalmente ho un po' di tempo per raccontare la mia esperienza in montagna.
Poco dopo l'inizio della mia collaborazione con Princes Hill ho dato la mia disponibilità, in quanto language assistant, per tutte le attività scolastiche, gite ed eventi compresi. Poche settimane fa, con autorizzazione del corpo docente, mi è stata offerta la possibilità di accompagnare il livello otto nel campo invernale di cross country sky. Il cross country sky è qualcosa di vicino al nostro contetto di sci di fondo, non si usano però le racchette ai piedi, come incapaci tennisti, ma gli stessi sci. Ho prontamente accettato, per due motivi: staccare e provare. Staccare un po' dalla città, cambiare aria, clima e frequentazione. Provare un campo alla maniera australiana, avere la responsabilità diretta e la possibilità di fare sci di fondo.
Siamo partiti in trenta, trentaquattro per l'esattezza: Sol, student teacher (leggi tirocinante) di arte, personaggio curioso, con cappello e capello lungo, ciondolante che mi parlava in inglese e messicano, la lingua della terra dove ha trascorso mesi negli anni passati, Mr McMurdock il professore di storia e politica, non alto con sguardo chiaro e severo, spassosissimo capo e MariLu la professoressa di tecniche del cucire e di moda, passata repentinamente da un look da sciura ad un pail comodo, anglosassone cento per cento. E trenta ragazzi, dieci sotto la responsabilità di ciascun docente (io e lo student teacher insieme ne facevamo uno).
Parte della ciurma era a me nota, parte solo di viso, qualcuno di nome, qualcuno no. I ragazzi sono stati fantastici, vivi ma rispettosi delle regole e dei tempi, affettuosi ma anche indipendenti, hanno collaborato in modo davvero fenomenale. Il campo, situato a tre ore circa dalla città, constava di tre case, una per gli ometti, una per le signorine, perfettamente speculari, con sala per asciugare i vestiti, camerette spoglie e fresche e pavimenti di legno ed una casa grande con cucina aperta, salotto con divani e camino, piano dove i ragazzi si sono cimentati in performance notevoli, e da una sala adibita ai giochi, soprattutto ping pong e tennis table.
Gli orari erano severi, sveglia alle 6 e 30 e luci spente alle 10, in verità erano flessibilissi ed in linea con il tenore delle giornate. Escluso l'ambientamento iniziale e le pulizie finali, per il resto i tre giorni centrali sono stati intensi, con lezioni mattina e pomeriggio, pranzo al sacco e cena poi al campo.
Da segnalare, ricordi notevoli:
- il canguro che la prima mattina ci attraversa la strada, mentre assonnati e contenti andavamo alle piste, subito seguito da quella che doveva essere la compagna, o un'amica. sottolineo, era un canguro non uno wollaby, quelli piccini, caso unico da avvistare. tra la wild life, famiglia di opossum che soggiornava accanto alla mia camera, pappagalli coloratissimi che si nutrivano dalle nostre mani ogni mattina dopo colazione. è mancato all'appello solo lo wombat, animale notturno e schivo
- il divertimento e la follia delle lezioni di sci sulla neve, indossare gli scarponi, camminare come papere, cadere ed imparare a rialzarsi, scivolare, provare a curvare, mio dio non mi fermo, i consigli degli istruttori, le chiacchiere con l'istruttore Ned innamorato delle Cinque terre e della Valle d'Aosta, il suo sconcerto, un po' collettivo, nel sapere che ero italiano e non avevo mai sciato
- l'ossessione della challange, della sfida, del mettersi alla prova, che si alterna alla noia terrificante dei ragazzi. spesso o si annoiano o si / ti mettono alla prova con ogni giorno una cosa diversa, deliziosi i loro consigli o il nostro chiederci a vicenda, ti diverti? ti piace? dai che non fa freddo... che si mangia stasera
- ho imparato a cucinare le uova strapazzate all'inglese, il porridge e l'apple crumble, ma ho dovuto improvvisare una pasta alla bolognaise, bolognese per piacere, per 33 persone. in cucina si faceva i turni, chi puliva, chi preparava, chi spazzava il pavimento, che accendeva il fuoco per la sala. io mi divertivo a coordinare le cose, a osservare i procedimenti, ma l'ultima sera davanti all'idea di cucinare pasta al ragù mi sono offerto. 6 cipolle, una quantità industriale di carne da far cuocere piano piano, un sugo da correggere ed aggiustare, 5 kg di pasta da far saltare poco per volta sperando che non cuocesse: beh i miracoli succedono, è uscita un'ottima pasta, i ragazzi a far complimenti e a chiedere il permesso: posso mettere il formaggio e il sale, posso mettere il ketchup... davvero una sudata ma era buona, che botta di fortuna ahah
- ho imparato a frenare, non a fermarmi, mi sono divertito con le palle di neve, e mi sono stracoperto per uno stra freddo, giocare a briscola la sera, ascoltare i ragazzi suonare al piano, pulire i vetri e sfidare a ping pong...
... e lunedì ho un altro campo, solo un giorno

Saturday, August 11

4

4

4 è oggettivamente solo un numero, magari simbolo di completezza, ma un numero.
4 è anche il titolo dell'opera prima del regista Tim Slade.
4 è il numero delle stagioni, le 4 stagioni.
4 è il numero che accompagna spesso il nome di Vivaldi oltre a quello di una pizza.
4 sono le città, 4 i continenti e 4 le persone.
4 musicisti, accomunati da un unica passione ed un'unico obiettivo: rileggere nelle loro terre la musica delle stagioni.
in un unico viaggio, il regista ripercorre il valore universale e singolare della musica.
un viaggio tra posti, lingue, colori e sensazioni uniche

immaginate di partire con la primavera di Tokyo, i ciliegi tra i grattacieli, le luci morbide e la gioia di incominciare, l'attesa e la voglia, nella voce di una violinista dagli occhi a mandorla, lo sguardo dolce e il passato senese

pensate poi di volare nell'estate torrida e unica del centro dell'Australia e di accompagnare una violinista su su, da Adelaide per il deserto rosso fino ai Northern Terriories e di assistere allo schiudersi del suo sorriso nell'esibizione

abbandonare il mare e trascorrere al ritmo del compositore italino l'autunno nella Grande Mela, tra le case, gli sguardi, i tramonti e i colori ma non affezionatevi troppo alle parole del violinista giapponese che qui si sente a casa perchè presto verrete trasportati nelle fredde e splendide lande della nordica Finlandia, dove il viaggio sembra finire negli occhi glaciali di un biondo musicista, per poi ripartire, al ritmo della musica e delle stagioni....

Director: Tim Slade
Language: English, Finnish, Japanese with English subtitles
From feature debut Australian director Tim Slade comes four seasons, four continents, four brilliant musicians and one extraordinary journey.
In four corners of the globe, four outstanding violinists guide audiences on an extraordinary journey through their four homelands. From the springtime blossoms of Japan, into the blistering heat and thunderstorms of an Australian summer; from a joyful autumn in New York, to the unforgiving cold and human warmth of a Finnish winter. The resonant and much-loved music of Antonio Vivaldi's The Four Seasons and the timeless stories they tell form the backbone to this bold and engaging celebration of friendship, homeland and the cycles of life

Sunday, August 5

La politica della partenza

Inusuale la scelta cinematografica di questo fine settimana. Due film recenti, italiani, accomunati dall'attenzione alla politica nazionale, con polemica circospezione amarezza divertimento. Sono l'opera dell'esclusa Sabina Guzzanti che preferisce Zapatero all'Italia che ha paura ad indignarsi e prendere posizione contro chi scambia la satira per un pericolo e non sa andare a destra senza prendere il manganello, per dirla con il compianto Indro. Il secondo è l'opera ultima di Moretti, film nel film, amore e parodia. Ho apprezzato il primo, subito il secondo.
E ora mi preparo a partire, settimana prossima sarà ai piedi dei monti, giusto a pochi passi dalla neve. Ho dato la mia disponibilità alla scuola, e mi hanno scelto per andare ad accompagnare i ragazzi del livello 8 al cross country ski camp. dopo un paio di permessi ottenuti e di cautele rimosse, sono pronto o quasi. E' la prima volta che affronto una simile avventura. E sono divertito curioso e un po' agitato a riguardo. La riunione con lo staff che andrà è stata divertente e piacevole. Due personaggi curiosi e decisi, come i professori, io ed un originalissimo student teacher: si è parlato del cibo, della disciplina, dell'abbigliamento, degli orari, delle precauzioni, dei precedenti sciistici di ciascuno. Ci saranno delle lezione di sci che ognuno dello staff è libero di seguire o meno (vedremo...), degli orari severi in cui la luce si spegne alle 22 e ci si alza alle 6 30, cibo preparato da sè e squadre assegnate ai diversi turni di pulizia degli ambienti. Trenta i ragazzini, nella maggior parte alunni con cui ho avuto occasione di chiacchierare, davvero adorabili.
Vedremo...ci si vede nel fine settimana

Thursday, August 2

Che faccio in questi giorni

In molti, moltissimi, praticamente tutti, volete farvi gli affari miei, scusate mi è scappata, volevo dire sapere che cosa faccio qui, nel lavoro intendo. Magari vi incuriosisce, io perchè è l'inizio del mese (il tempo vola) e perchè un po' mi diverte, faccio un elenco.
- preparazione dell'anno 12 al loro doppio SAC (test scritto e orale): il tema è l'immigrazione e il razzismo in Italia e Australia, il tema dipende dall'insegnante, ma lo sviluppo gran parte da me... e ora siamo alla resa dei conti, dopo lezioni frontali, discussioni, parole, lezioni bilingue i temi sono stati sviscerati, sollevando questioni interessanti, il tutto dalla noia e dal menefreghismo. ora ho realizzato una finta lettera, scrittami dalla mia nonna, in cui lei scrive a loro di come ha vissuto l'arrivo degli immigrati in Italia e della convivenza di chi era abiutato a chiamare straniero che viveva nel paese accanto, giuro che non è noiosa come sempre, quasi intima a volte... sarà la loro reading comprehension. nelle conversazioni con loro si parla dell'università, di dove andranno in vacanza e di HP... ops, dimenticavo il secondo sac è orale ma è ancora in progress
- con il livello 11 si parla di donna e di lavoro, le possibilità, le donne in politica, siamo passati dalla scuola al lavoro in genere, il tutto in attesa del tempo libero. la loro grammatica scorre ottimamente e c'è molto tempo per i diari a tema libero o attuale, le discussioni rilassate in inglese, un ottimo lavoro con loro, tanti compiti da correggere ma un ottima atmosfera, mi vedono volentierissimo eheh
- preparazione famelica e divertita del viaggio in Italia del mio livello 10: 13 pargoli e 2 non italiano parlanti professori nelle mie mani tra Milano (già sistemata) Venezia Roma Firenze, collaborazione con italiani originari di qui e spulciaggio selvaggio di siti nei momenti liberi, vedremo... mi piace e mi diverte
(consigli ben accetti)
- assegnazione delle tappe del viaggio ai singoli, descrizione brevissima in italiano, saranno loro le guide di loro stessi, idea intrigante
- in programmazione ITALIANO PER VIAGGIATORI lezioni intensive per i professori partenti, lezioni a tema su come comunicare qualcosa, godersi il viaggio, non farsi imbrogliare e sfoggiare qualche frase ad hoc. vedremo il mio pubblico come reagirà, siete tutti invitati, wednesday period 5, aula da definire
- impara l'italiano e la famiglia attraverso i Simpsons. sono una famiglia, nota a tutti e di moda visto il film, quindi con gli anni 7 e 8 si fanno quelli, è solo un'idea, assisto alla grandissima parte delle loro lezioni, son pazzi ma mi divertono un mondo
- ....

estratti di dialogo

C: in quella cosa sono strambi, ma fanno cose interessanti. sono energici...

(parlando di Princes Hill)

A: sì, siamo strambi...

Dalla VIE EN ROSE ad AMLETO passando per la POLENTA

Il titolo è simpatico ed assurdo, e mi piace, lo ammetto.
Il titolo mi piace ed è autentico, descrive le tappe di questi ultimi giorni.
Non è strettamente in ordine cronologico ma quasi.
Martedì sera è iniziato il trio. Con una cena a casa di amica. Ha cucinato polenta, come rifiutare?
Nel senso, non che ci vada pazzo e non che mi manchi, questo no.
Non la preferisco al cous cous, come nello slogan leghista...
come siamo divertenti da lontano non lo potete nemmeno immaginare
Ma mi incuriosiva mangiarla qui. Detto - fatto.
Ha cucinato bene, a me è piaciuto, poi i piatti quadrati, il pesce...ottimo direi.
Poi tanto per rimanere in tema (?) siamo andati a vedere la VIE EN ROSE.
Film biografico sulle alterne vicende biografiche dell'usignolo Piaf.
La pellicola non mi ha convinto particolarmente, troppi salti tra presente e passato e una luce che non mi piaceva
ottima performance e lingua adorabile, sottotitoli accessibili
non troppo clamore, tanta tragedia e dei pezzi musicali memorabili, decisamente

ieri pomeriggio alla mia scuola era in scena HAMLET.
il livello 12, quello che quest'anno sosterrà gli esami per il VCE (Victorian Certificate of Education, ndr), era invitato ad assistervi in quanto il programma consiste anche e soprattutto nel capolavoro shakesperiano
mai visto niente di più complesso, inscenato da soli tre attori, in continua rotazione.
pronuncia strettissima, ma storia nota, almeno quella.
mi è piaciuto, non mi ha entusiasmato