Saturday, July 28

Alla ricerca dell'oro




Durante il periodo vittoriano, sotto la potente e lontana regina, lo stato del Victoria visse momenti di buona prosperità ma soprattutto di grande entusiasmo. Lo testimoniano l'architettura e il disegno dei viali e le grandi migrazioni verso la terra di fortuna, lontana dalla Madre Patria ma così aperta al successo di tutti. E' dalla prima metà dell'ottocento, che il Victoria scopre di non poter solamente promettere l'oro, ma di possederlo effettivamente nelle proprie terre. Scatta così la GOLD RUSH, la corsa all'oro, la ricerca della ricchezza nell'entroterra: le città si espandono, l'entusiasmo cresce. La più grande ed evidente prova della Gold Rush è stata l'oggetto della mia gita di ieri. BALLARAT è il nome di questo centro abitato, dalle vie ordinate e morbide, dall'aspetto che vagamente ricorda quello di una moderna cittadina del Far West. Dista due ore da Melbourne, il treno parte da Southern Cross e arriva nella vecchia stazione attraversando, abbandonata la città, grandi distese di verde che si allargano a perdita d'occhio. Il treno è uno di linea, più bello di un inter regionale lombardo, poco ma sicuro. Si parte e si arriva puntuali. Ma la nostra meta non era la piccola cittadina, ma SOVEREIGN HILL, la piccola collinetta subito alle spalle del centro abitato sede della ricostruzione di un antico villaggio di cercatori d'oro. L'atmosfera da parco dei divertimenti, turisti giapponesi e gadget inclusi (entrambi largamente diffusi in Au), sfuma dopo poco e ci si fa coinvolgere in questa rappresentazione accuratissima, con la via principale, le stalle e le carrozze, i gendarmi e la scuola, la panetteria e la banca, la visita alla miniera e il fiume per estrarre l'oro. E' una meta turistica, accompagnata sempre dal Museo dell'Oro. Visto in tutto il suo pittoresco sfarzo. Poi visita in città in attesa dello spettacolo notturno. Ballarat si gira tranquillamente a piedi, tra un barettino, un cinema, la galleria di arte con mostra sulle mucche nell'arte figurativa... poi il ricordo del 1854 anno in cui i coloni osarono sfidare Londra, sottoposti ad una vita dura e ad un guadagno ridottissimo, nè l'una nè l'altra cosa erano imputabili al governo, erano però anche vittima di una tassazione esagerata che li privava di ogni autonomia. I malcontenti crescono, la rivolta civile scatta, con tanto di bandiera rappresentante la croce del sud. C'era tutto, il simbolo, le cause, i nemici, l'atmosfera... mancavano i morti, che arrivano inesorabili durante il dicembre del 1854 anno in cui la bandiera si tinge di sangue. Ogni sera, in uno spettacolo pirotecnico di luci, colori, suoni e persino incendi, si ricorda questo evento. Non ho potuto mancare.

Thursday, July 26

Cashback

sono uscito di fretta, salutando a fatica e mimetizzandomi nei colori e nelle forme dei ragazzi che abbandonavano la scuola, non c'è quell'impazienza da apertura delle carceri che ricordo nella mia funesta carriera scolastica, ma c'è comunque un fiume lento e dispersivo di volti e voci. Mi sono accodato, mischiato, salutato, sorpassato. Sono salito sul primo tram, ne passano due a poca distanza dalla mia scuola e ho sperato. Lo spettacolo delle 15e30 era un po' presto, ma potevo farcela. Arrivo in tempo, con corsetta sul finale,per rendere il tutto più last minute. Il film scelto, nella lenta programmazione del cinema NOVA (i film con un miracolo delle programmazioni sono sempre gli stessi per lunghi periodi, mainstream esclusi), era CASHBACK. Spendiamoci due parole.
Cashback è la storia di un amore finito, di un amore che persiste ed è complicato e di un amore che vince. Il primo è la fine di un amore. Della relazione difficile ed incompleta tra il protagonista e la sua dolce metà. Ed è l'inizio del film, la scena muta di lei che urla e gli getta in faccia tutta la sua rabbia. La conseguenza del primo amore, finito e crollato, èl'insonnia. Non prendendo più sonno, la vita cambia, qui si allunga, regala possibilità ed apre mondi, che sono quelli della carta (i libri che non avrei mai avuto il tempo di leggere) e di carne, il supermercato di notte e la sua vita sotterranea. Da qui il titolo, il denaro dato in cambio. E la scoperta del mondo del supermercato di notte, di chi lo popola, di come ammazza il tempo (dal capo ossessionato dal calcio, alle scommesse sulle corse nei carrelli). e da qui, l'amore, il terzo, quello giusto, quello che, dopo tutto, funziona. Ma la trama non spicca per originalità. In tutto questo ho amato il secondo amore, l'amore per gli attimi delle immagini ferme. A tempo perso, o guadagnato, il ragazzo scatta fotografie, immortala volti e sfumature, valorizza corpi e riscopre quella bellezza femminile che lo ha da sempre stupito. Ma lo fa con un potere che la grazia della regia valorizza. Lo fa immobilizzando la realtà, dividendo le sue emozioni visive in attimi, eterni e perfetti, di cui è lecito impossessarsi, che è lecito vivere e maneggiare... l'amore per la bellezza negli attimi.

Sunday, July 22

dalla sinagoga allo stufato jamaicano

il titolo sopra avrebbe bisogno di un sottotitolo che la tecnologia non mi consente, lo metto qui: un week end vario. ed è così che è stato questo fine settimana, due giorni di eventi diversi: il titolo riassume l'inizio e la fine, o comunque due eventi chiave. il primo: venerdì pomeriggio ho deciso di trascorrerlo nel quartiere ebraico. la presenza ebraica a melbourne è elevata, scuole panifici case e sinagoghe, trenta nello specifico, diffuse su tutto il territorio. è una presenza che è prevalentemente dislocata in un quartiere (o due). si tratta di una realtà spontanea creatasi con gli anni, prima gli ebrei erano soliti risiedere con italiani e greci nel nord della città, ora sono spesso a sud, nel quartiere che si affaccia sull'Oceano. ho deciso di andarci, la visita è stata breve e verrà riproposta, mi auguro, prossimamente includendo il museo degli ebrei a melbourne e una visita nelle panetterie. venerdì ho solo fatto due passi e sono andato alla preghiera in SINAGOGA. ho messo il copricapo, shabat shalom, o quasi, e ho asssistito alla celebrazione. mi sono trovato spiazzato e molto incuriosito. subito dopo con l'amica che mi ha accompagnato non si sapeva che fare, detto fatto la sua classe organizzava uno spettacolo teatrale, accettato. il soggetto LE RELAZIONI PERICOLOSE, tre ore di intenso teatro di inganni settecenteschi, dalla comunità ebraica accogliente ed elegante ai ragazzi e genitori nel buio di una chiesa sconsacrata. mi è piaciuto e la comprensione è stata sufficientemente efficiente. bella serata e ottimo pomeriggio, con the tra i due tempi, chiacchiere con il suo allievo neozelandese di origine parigina durante il tragitto per casa.


sabato ho dormito in abbondanza, e ho deciso di esplorare una zona nuova della città, ho scelto SYDNEY ROAD dove ho camminato in tranquillità, bella giornata di sole, tram e poi passeggio rilassato in un quartiere pieno di locali e di posticini carini, case semplici ed ordinate, grande presenza multietnica, ho mangiato libanese e assistito ai preparativi per un matrimonio greco, e comprato HP, è mio. passeggiata e acquisto di frutta poi cambio di zona. WILLIAMSTOWN, la piccola città poi diventata parte di Melbourne, sull'oceano, ordinata, pulita, emozionante il lungo oceano con i cani (in questi due giorni mi sono rammaricato di non avere un cane, prima volta!), ordinato il parco, passeggiata attorno al campo di football, immancabile, e al forte difensivo, colori limpidi, aria dimessa qua e là, curatissima altrove, ben tenuto. da ricordare l'orizzonte ampio e il profilo delle navi. cena a casa, chiacchiere con coinquini coreani e serata navigante on line.


domenica ho dormito ma il sole mi ha lasciato poche alternative, alzarsi e godersi questa giornata. ho finito le pulizie che avevo iniziato sabato prima di cena con la lavanderia. lavato, steso e fuggito. colazione fuori, al secondo piano di Starbucks, mi sono disintossicato ma una volta tanto. guardo la città che si muove, il sole tra i grattacieli, mi piace e penso a dove andare. scelgo ALBERT PARK il parco gigantesco che percorre la parte sud della città. studio la rotta e ci vado, passeggiata sfiancante in lungo e in largo, laghetto, cigni neri, gente che corre, bambini, sportivi, un centro sportivo splendido, decisamente un parco bellissimo, attorniato dal profilo dei grattacieli schiacciantemente moderni, con un piccolo villaggio ben disegnato ai bordi, case e negozi deliziosi e nessuna grande catena, un quartiere che non ricorda gli altri. proprio bello. poi dalla natura alla natura, ma dall'altra parte, altro capolinea, passeggiata sulla sponda dell'oceano in SANT KILDA, giretto per negozi, spuntino con hot dog, senza cipolle, giretto nel mercato e nel luna park e camminata interminabile lungo il parco che costeggia questa zona benestante e ordinata e la separa dal mare. poi si pensava ad una pizza tra colleghi e invece abbiamo scelto un posto vegetariano dove io ho mangiato un delizioso stufato giamaicano, senza carne e con pane all'aglio, buono buono. chiacchiere poi rientro in notturna, spesa tattica per la settimana che inizia e ora scrivo un bel post.


buona settimana a tutti


Wednesday, July 18

Il massimo


non dico che non si parli d'altro. sarei esagerato.
ma posso invece sostenere che se ne parli spesso, e per quanto mi riguarda anche volentieri.
mi riferisco alle due lettere segnate in argento con carattere fulmineo
HP
la cicatrice fulminea,
gli occhialini rotondi e l'adolescenza alle porte,
gli amici fidati e l'acerrimo avversario,
la casa di magia e le avventure
...
fuor di metafora, HARRY POTTER

sarà il clima piovoso e la scura città notturna che risvegliano il malinconico britannico che risiede in me...
sarà che i cartelloni pubblicitari e i numeri da record lasciano poco spazio all'ignoranza...
sarà quel che sarà...
ma in questi giorni a scuola spesso è emerso l'argomento, tra film libri personaggi eccetera eccinema
ecco il punto, oggi era il turno del cinema.

quale scegliere?! in tutti, dal primo all'ultimo, e non sono pochi, nessuno escluso era presente.
l'orario si è presto rivelato un criterio sbagliato, la compagnia non era così indispensabile, il luogo non così vincolante: il grande schermo, la sala accogliente, il cinema consolidato, la new entry, bah.

ho scelto l'unico che lo dava in 3D.
sì, avete capito bene, 3D
tri di men sio na le.
non tutto, solo un parte, solo la parte finale.
occhiali alla mano, segno sullo schermo, e tutta la sala li indossa.
occhiali grossi, quasi paradossali accessori revival, e l'attore è al tuo fianco, e la bacchetta magica ti sfiora, la paura ti coinvolge ma mai quanto il volo, prima a Londra e poi a Hogwards...

cioè, WAW

lo schermo è quello gigantesco
smisurato
dicono uno dei più grandi al mondo (dicunt...)
la sala buia ed ordinata, in pendenza
la platea gremita, i numeri si preannunciano colossali
le istruzioni per il 3d
ma soprattutto la musica del film, il theme che mi accompagna mentre scelgo il posto
qui non te lo assegnano mai, si cerca e si trova
...
lo spettacolo assicurato, e così è stato

non pensiamo se ricorda o no il libro, se rispetta l'ordine degli eventi, chi vive, chi ama, chi muore, chi tace ecc ecc ma godiamoci questo spettacolo davvero travolgente e questa atmosfera unica, con il sorriso a mezzaluna o lo stupore ad oooo sul viso. sul mio come su quello di tanti.

A ME E' PIACIUTO

si entra così in una galleria, che mi riempie di trepidazione e curiosità
come sarà il prossimo libro...

ma ora mi tengo questo formicolio,
aspetto e ricordo la bellezza dell'immergersi in una storia che non riesco a considerare con affetto e stima.






Saturday, July 14

solo riflessioni sparse sul viaggio



http://kip51.waarbenjij.nu/index.php?intMessageId=2057314

non vi spaventate, non ci capirete nulla
è il blog di Kristen, la cronaca del nostro tour in Alice Springs
mi diverte, c'è anche il mio nome, tra le tante parole ignote...testimonianza di un viaggio insieme


ho dormito poche volte, mai con quel freddo
con quella sensazione di aria pulita ferma e tagliente che ti circonda il viso
mai con gli occhi così spalancati da far male,
quasi brucianti dalla voglia di guardare, guardare ancora
con il respiro che diventa stupore sotto forma di nuvoletta
e poi tutto cielo
questa è la sky land, la terra del cielo, la terra che si tuffa nel cielo
un cielo uniforme, libero da ogni nuvola
era come guardare un planetario, viverlo
una luce lunare affiancata da infinità di luci
il freddo e le sagome dei pochi alberi attorno
la terra dei dingo e degli aborigeni, dei canguri
la superficie rossa della sabbia, i corpi vicini ma soprattutto quello slancio
la spinta verso l'alto, il running emu, ancestrale concezione aborigena, la stella del sud
lo scorpione.... e tanto, tanto altro

se penso al mio viaggio, alle mie vacanze di poco fa, ricordo questo
oltre al viaggio aereo in ritardo, alla coincidenza presa per un pelo e all'arrivo di corsa
ricordo ad esempio quanto fosse spiazzante la sensazione di libertà e silenzio, desolazione e vita
percepita nell'outback
ricordo l'attesa del mio zaino stracolmo in un aereoporto mai così piccolo e lontano
i primi saluti con il gruppo e il viaggio con la musica
la musica del viaggio, la fatica delle camminate e dell'approvvigionamento di legna per la notte
la telefonata a casa dal mezzo del nulla, le gole del canion e le terre sacre agli aborigeni
i posti visti in cartolina e le chiacchiere al centro culturale
poi l'imprevisto del mio precipitare nel laghetto (detto anche Giardino dell'Eden)
le risate, gli imbarazzi
i posti nuovi, cucinare fusilli in un ostello sperduto
leggere che il prossimo telefono era a 73 chilometri, comprare una collanina d'argento per il 7/7/07
ricordo le fotografie e le chiacchiere
Priscilla regina del deserto e gli stereotipi
ricordo le canzoni note cantate guardando terre nuove
ricordo e rivedo
rivedo e rivivo
rivivo e sorrido
che viaggio!

Wednesday, July 11

sono volati, quattro giorni senza jeans e con tanto tanto di diverso.


NGV bye bye


solo quattro giorni fa sono tornato dalla fantastica avventura di Alice Springs-Urulu-KingsCanion, un lunedì mattina al buio, depositati, io e Sabi nella immobile Southern Cross, la stazione che prende il nome dalla costellazione, simbolo dell'AU, visibile solo da qui. Immaginatevi questa stazione vuota, o comunque appena appena al risveglio, con la sua curiosa struttura ad onda, due zainoni e sotto i due zainoni due milanesi in trasferta, che tornano dal viaggio e ritornano a casa, in una città che da un po' li ha adottati. I mezzi sono inaffidabili e io fra tre ore avrei dovuto incominciare la mia nuova esperienza lavorativa. Dopo una notte passata in autobus, dopo una colazione fatta con muffin gigantesco e cappuccino (tre cucchiaini, la vita non è amara, ma il lunedì sì) varco il muro d'acqua. L'ingresso del museo è straordinario, un muro d'acqua che scende costante, varco. Sono arrivato in anticipo, appena cambiato e docciato. Aspetto Grace, la responsabile, la mia guida. La incontro e da quel momento è iniziata la mia working experience. Favolosa è dire poco. Catapultato nel mondo museale, seppure nel settore educativo per studenti italiani. Quattro giorni rapidissimi ma pieni e scanditi in momenti che hanno visto, in ordine sparso, un film su un artista brasiliano, tre visite all'esposizione del Guggenheim (non lo so scrivere, azz) di cui una guidata con un collega, visita con madre di un'amica nella collezione europea, visita alla collezione australiana contemporanea con classe universitaria californiana e simpaticissima guida Susie (che accento britannico)che mi considera un collaboratore e mi chiama in causa davanti a sti dodici individui originali che ascoltavano e rispondevano diligenti ma anche un po' spaesati, due pranzi con il sushi, una merenda con un'ex assistente di Genova, un tulipano regalato a Grace come ringraziamento, pranzo nel giardino, il giorno senza pubblico, discussione sulle mostre momentanee, regalo finale (libro sugli anni 60 e l'arte inglese del periodo), complimenti per il mio nuovo maglione verde, consigli di non mettere i jeans, chiacchierata su Mario Bellini e il suo progetto di rivoluzione della galleria, tentativi vani di prolungare l'esperienza, un cappuccino offerto, anzi due, chiacchiere con un commesso allo shop, consigli sullo shopping (dati e ricevuti), the age omaggio, artisti italiani visti dall'estero, iniviti a prendermi il mio tempo, sbagliare una marea di volte la strada, ma è di Modigliani? sei mai stato a ..., garbato interesse e grande cortesia, camminate nelle sale con trattamento da "staff", sconto del 20% sul portapenne acquistato, lavoro sugli stilisti italiani, preparazione di spiegazioni del grand tour, imparare nuove password, piccoli ritardi, piccoli anticipi, non perdiamoci di vista e join us...





mi rimangono tanti ricordi, un'ottima esperienza, tante chiacchiere in entrambe le lingue e solo un giorno per raggiungere il week end!

Monday, July 9

I am in

I AM IN http://www.ngv.vic.gov.au/ngvinternational/
I VISITED http://www.ngv.vic.gov.au/guggenheim/
I'M GOING TO SEE http://www.ngv.vic.gov.au/imaginaryprisons/index.html
I AM WORKING FOR http://www.ngv.vic.gov.au/smallworlds/index.html