
Durante il periodo vittoriano, sotto la potente e lontana regina, lo stato del Victoria visse momenti di buona prosperità ma soprattutto di grande entusiasmo. Lo testimoniano l'architettura e il disegno dei viali e le grandi migrazioni verso la terra di fortuna, lontana dalla Madre Patria ma così aperta al successo di tutti. E' dalla prima metà dell'ottocento, che il Victoria scopre di non poter solamente promettere l'oro, ma di possederlo effettivamente nelle proprie terre. Scatta così la GOLD RUSH, la corsa all'oro, la ricerca della ricchezza nell'entroterra: le città si espandono, l'entusiasmo cresce. La più grande ed evidente prova della Gold Rush è stata l'oggetto della mia gita di ieri. BALLARAT è il nome di questo centro abitato, dalle vie ordinate e morbide, dall'aspetto che vagamente ricorda quello di una moderna cittadina del Far West. Dista due ore da Melbourne, il treno parte da Southern Cross e arriva nella vecchia stazione attraversando, abbandonata la città, grandi distese di verde che si allargano a perdita d'occhio. Il treno è uno di linea, più bello di un inter regionale lombardo, poco ma sicuro. Si parte e si arriva puntuali. Ma la nostra meta non era la piccola cittadina, ma SOVEREIGN HILL, la piccola collinetta subito alle spalle del centro abitato sede della ricostruzione di un antico villaggio di cercatori d'oro. L'atmosfera da parco dei divertimenti, turisti giapponesi e gadget inclusi (entrambi largamente diffusi in Au), sfuma dopo poco e ci si fa coinvolgere in questa rappresentazione accuratissima, con la via principale, le stalle e le carrozze, i gendarmi e la scuola, la panetteria e la banca, la visita alla miniera e il fiume per estrarre l'oro. E' una meta turistica, accompagnata sempre dal Museo dell'Oro. Visto in tutto il suo pittoresco sfarzo. Poi visita in città in attesa dello spettacolo notturno. Ballarat si gira tranquillamente a piedi, tra un barettino, un cinema, la galleria di arte con mostra sulle mucche nell'arte figurativa... poi il ricordo del 1854 anno in cui i coloni osarono sfidare Londra, sottoposti ad una vita dura e ad un guadagno ridottissimo, nè l'una nè l'altra cosa erano imputabili al governo, erano però anche vittima di una tassazione esagerata che li privava di ogni autonomia. I malcontenti crescono, la rivolta civile scatta, con tanto di bandiera rappresentante la croce del sud. C'era tutto, il simbolo, le cause, i nemici, l'atmosfera... mancavano i morti, che arrivano inesorabili durante il dicembre del 1854 anno in cui la bandiera si tinge di sangue. Ogni sera, in uno spettacolo pirotecnico di luci, colori, suoni e persino incendi, si ricorda questo evento. Non ho potuto mancare.





























