Wednesday, May 30

Let me introduce you... PRINCES HILL





Ci racconti una storia?

C'erano una volta un tedesco, tre giapponesi, tre coreani e due italiani...
Sembra una barzelletta, me ne rendo conto.
Invece è una storia, la storia di una cena tutti insieme.
Oggi si è tenuta, al 61 di Cardigan, la PASTA NIGHT

tutti e nove (non vivono tutti con me, ma quasi) riuniti davanti ad un piatto (non fondo) di pasta attorno ad un tavolo, allargato per l'occasione, a chiacchierare del più e del meno.

Mi sono divertito un mondo, la pasta era veramente eccellente, le giapponesi stupefatte da come il pomodoro e la cipolla, con un goccio d'olio potessero fare tanto miracolo. Sempre a chiedere dell'ingrediente segreto, del qualcosa che svelasse il mistero custodito gelosamente. Noone!
Ha cucinato Beni, in felpa rossa targata Liverpool.
Yoshi, divertentissima giapponesina formato tascabile, ha portato due rolls, una ai frutti e una al the verde. Buoni buoni, dividerli in parti eque è stato il compito di Kris.
Che avventura!
Si beveva vino, rosso bianco o dal cartone (ma non era Ronco), oppure birra, oppure acqua, dalle tazze, nei bicchieri, dalla bottiglia. As you like it.
E abbiamo chiacchierato amabilmente, assaggiando e confrontandoci.
Assaggiandoci e confrontando.

Fra non molto si replica con la cena coreana, grazie alla coppia di noodles cookers.
Vedremo.

di cosa si parla?
- found racing, raccolta fondi per una biblioteca nel country per aborigeni: cosa fare, cosa poter organizzare, come coinvolgere persone (con l'ospite coreana conosciuta stasera, na pazza che a fine serata si è pure assopita)
- il difficile test che yoshimi e torenaga (?) affronteranno di qui a qualche settimana, traduzione di due testi dall'inglese al giapponese. Il contrario sembra impensabile, mica capito il perchè
- il significato del viaggio per Cris che parte fra non molto per l'India
- dove è meglio correre a Melbourne
- i nomi più famosi in Italia
- gli ingredienti del dolce
- i segreti per essere subito svegli (green tea per Yoshi)
- il significato dei nomi
- l'amico immaginario di Kris
- la malattia del coreano
- perchè sei qui ecc ecc
...

Tuesday, May 29

Deliver us from Evil


l'Australia è un Paese estremamente sensibile al problema della violenza sui bambini. Lo si vede nelle scuole, dove ogni attenzione sarebbe meglio misurarla, dove si può magari sfociare in un certo distacco o controllo piuttosto che incorrere in comportamenti compromettenti o nocivi. E' una questione sociale che sta molto a cuore all'educazione AU. Non so a cosa sia dovuta, ne parlano un po' come una "cifra dei tempi".
Ieri sera ho visto DELIVER US FROM EVIL. Questo documentario è un'opera unica e straordinaria. Scritto e girato dalla regista Amy Berg, è la confessione ininterrotta della storia di padre Oliver O'Grady "il più noto prete pedofilo della storia moderna della Chiesa cattolica". Senza puntare allo scandalo o alla critica più efferata e spietata (ne avrebbe anche le sue ragioni) il film e la sua distribuzione punta su un documentario innovativo, una forma diversa. E' il protagonista stesso a parlare, di sè e della propria storia. Non un attore, lui. Non una controfigura, il suo viso, la sua vita.
La storia è tremenda, fatta di una trasparenza disarmante di questo uomo che narra di atti osceni ma con la massima semplicità. Quello che colpisce, oltre a questo, trattato con tranquillità e leggerezza (alla Calvino), è l'omertà, il vigliacco silenzio colpevole della Chiesa.
Inarrestabile il film avanza, con una spolveratina davvero lieve di luoghi comuni, verso una schiacciante cronaca di drammatica attualità.
Da vedere


Sunday, May 27

il giorno delle scuse, tra crociera e sogni esauditi


Sabato 26 maggio è il SORRY DAY, il giorno delle scuse.


Il popolo australiano, meticcio e diverso quanti altri mai, dedica un giorno al ricordo, sovverto e si spera consapevole, di un episodio triste e recente della storia attuale.

Qui non esiste una storia passata, ma solo una storia poco meno che recente. E' importante tenerlo presente.

Per questo dimenticare è ancora più assurdo. L'episodio increscioso riguarda il rapimento dei figli di coppie aborigene, dati in adozioni a famiglie australiane (leggi inglesi). Il tentativo era quello di dare loro un futuro migliore, togliendo automaticamente agli indigeni la loro possibilità di sopravvivenza attraverso la prole. Ieri l'Australia, come da anni a questa parte ha chiesto scusa con una cerimonia sobria, piena di bambini e di messaggi semplici ma incisivi.

Un inno alla differenza e al rispetto, al ricordo e alla speranza di non ricadere in un orrore simile.


Sabato crocierina sul fiume, affiancando le rive, salutando i palazzi. la città che si allontana viva ma quieta il sabato pomeriggio, così poco mondana e così sfavillante di gente. Mattinata camminando lungo il fiume, mangiucchiando un muffin, sorseggiando un cappuccino canticchiando. Pranzo con inarrivabili noodles, mai assaggiata una cosa simile. Pomeriggio da definire ed improvvisatissima crociera.

Domenica, tra le altre cose, sogno esaudito.
Non molti, anzi quasi nessuno, sanno che mi piacerebbe fare il doppiatore.
Mi piacerebbe mettermi davanti ad un microfono, direzionale e preciso.
Avere le cuffie, la scena davanti, il copione accanto e dietro al vetro chi aspetta.
Beh togliete il video, mettete un fumetto.
Togliete la grande produzione e mettete una casa editrice che fa cd per le scuole.
Beh oggi l'ho fatto, mi è piaciuto tantissimo. Da scandire bene, tan-tisssi-mo.








Thursday, May 24

Tramonto a St. Kilda



ore 17 e 30, qui il miracolo del tramonto si compie a quest'ora. Ieri ero teso, vedi post precendente (tranquilli, va meglio) e mi sono regalato una capatina sull'Oceano. Ho scelto il quartiere piu' comodo che si affacciasse sul golfo e con musica nelle orecchie ho assistito sul molo al tramontare del sole, mentre il cielo sereno spazzato da un vento impetuoso si colorava delle tinte piu' tenui, lentamente la palla di fuoco scivolava in un mare, grande... eccovi le immagini, altre sono qui a lato.


Wednesday, May 23

dura lex, sed stupidus legislator... soddisfazioni alterne



r u satisfied?

mai visto tanto tempismo.
ma si sa, gli idioti sono rapidissimi.
idiota e' etimologico, ma sincerissimo.


prima la brutta o diciamo stupida notizia poi la bella.

il 20 giugno ci sara' la poetry competiton presso la dante alighieri.
io mi sbatto, mi impegno, come faccio per le cose che mi stanno a cuore.lo faccio, e mi appassiono. e' solo l'inizio ma spero di farlo bene.
I'll try

c'e' una riunione imperdibile per valutare la situazione aspettative, cosa ci piace e cosa no, come ci saremmo aspettati sarebbe stata un'esperienza sconosciuta del tutto ai piu'. evito la polemica.
la riunione ci esenta dall'andare a scuola, pranzo incluso offerto dal grande capo.
but, the problem is. casualmente (?!) la riunione cade la', il giorno stesso.
gentilmente si fa notare la cosa, con mail garbata, non io.
risposta "...ribadisco che la presenza al meeting e' obbligatoria per tutti, e aggiungo che mi sembra evidente che le riunioni organizzate dal COASIT, che e' il vostro datore di lavoro, hanno la precedenza su tutte le altre... d'altronde quelli di voi che preparano gli studenti alla poetry competition hanno si il compito di prepararli e fargli imparare a memoria la poesia, ma non necessariamente il compito di reggergli il foglietto su cui la poesia e' scritta"


lo sentite vero? lo sentite anche voi il rumore dei piedi che picchiano per terra come quelli di un nano privato del suo potere, lo sentite il disperato tentativo di essere antipatico e di ostinarsi in una stronzata. tenere il foglietto, reggerlo, pardon, puo' forse essere soddisfacente per chi appunto e' tenuto a preparare i ragazzi, non pensate che possa fare loro piacere?


la soddisfazione, grandissima e quasi immacolata se non fosse per quell'alone sovracitato, e' aver avuto lezione all by miyself, tutto da me. Ho preparato due ore per l'year 11, la prof era a casa causa lutto e abbiamo avuto due ore, beh ragazzi, grandiose! prima la correzione dei compiti e la consegna di quelli assegnati, la lettura insieme, la comprensione del testo, le domande e la discussione, i cinque minuti di pausa (inconcepibili o quasi) la lettura della poesia (il foglietto ah ah ah risata sarcastica) e relativa traduzione. le battute, la comprensione. beh mi sono trovato divinamente, scusate lo sfogo di prima e la soddisfazione di adesso, ma sono soddisfatto... mmm, direi complessivamente si.

complimenti (a denti stretti, ma sinceri) al AC MILAN

Tuesday, May 22

La ragazza corpulenta e la pazzia di Dante

Due cose da raccontare, come il duplice titolo d'altronde rivela.

Ho deciso di fare una cosa strana, non e' una novita'. Ho pensato che un po' di arte mi avrebbe fatto bene e che per una volta potevo non essere solo fruitore. In verita' tutto parte da una questione di frustrazione: com'e' possibile avere una scuola con un sacco di laboratori e di magnifiche iniziative e non poterne mai usufruire agilmente? e' possibile, ma non e' inevitabile. e ieri ho provato, ho chiesto con circospezione e poi sono andato al corso di disegno a mano libera.
fermi tutti, non e' un corso, ma una possibilita' in piu' per gli studenti dell'ultimo anno di impratichirsi con il disegno. io ci volevo provare. detto, fatto. mi sono trovato davanti ad una ragazza pallida e voluminosa, su un materasso semplice, in una sala grande con finestre e specchi ed io dietro ad un cavalletto, con tanto di Natalie (the art teacher, mica pizza e fichi) alle spalle, mina in mano e disperato tentativo di concentrarmi. la mina in verita' non ammette sbagli e bisogna osare e lasciare andare al tempo stesso a quanto ho capito. il foglio bianco, prima tracci un'idea, non cancelli, al massimo sfumi e poi modelli, correggi, rivedi. ogni 3 minuti cambia la posa, poi ogni 10 e infine ogni 15. due ore di corso volano, ho preso posto perche' c'erano degli assenti ma mi sono trovato bene. sono stati carini anche gli artisti partecipanti, quelli erano degni di quel nome, sia per l'aria che per le opere. gia' gia'. se c'e' posto martedi prossimo si replica. ho abilmente glissato sulle mie opere, ma devo dire che sono soddisfatto, un leggero miglioramento e qualche azzardo mi hanno accontentato. Che relax dopo il disegno, quasi come la piscina.

La Dante Alighieri e' un'associazione di lingua e cultura italiana con fama e diffusione internazionale. Per me l'altro ieri era una conoscenza incognita, ieri una promessa e oggi una minaccia. Mi spiego. Obbligatoriamente il livello 11 e 12 sono stati iscritti alla DAPC (come ci piacciono le sigle). La Dante Alighieri (o come ho sentito dire Danti Aghileri) Poetry Competition e' una gara, una sfida e una possibilita' per tutti gli studenti delle scuole della Victoria, per migliorare l'italiano attraverso la poesia. Sticazzi! Ieri con un mostruoso ritardo (qui le colpe se le rimbalzano) e' arrivato il plico con le poesie per i ragazzi. I componimenti sono svariati, vanno recitati a memoria magari possibilmente avendo idea di quelle strane parole musicali che stai producendo sotto forma di suono. Tutto questo in sei settimane: scegli la poesia, capiscila, anzi capiscila e poi spiegagliela, non contestualizzarla se no impazzisci, inizia a fargliela imparare, aspetta... e poi spera. Bene, oggi che doveva essere una giornata morbida, dopo due ore di year 10 mi sono lanciato in una spericolata opera di traduzione, adattamento del 5 maggio di A.Manzoni (solo la prima parte) per il livello 12 e del Novilunio (estratto) di G.d'Annunzio. L'opera e' stata veramente qualcosa di unusual. Uno spericolato equilibrio in bilico. Dizionario, carta, mente e via. Ho appena finito, e sono orgoglioso dell'elaborato. Domani vedremo cosa ne pensano e ne capiscono i ragazzi. Sperem

Sunday, May 20

non c'è bisogno di parole

penso non ci sia bisogno di parole...




... ne bastano due


PHILIP ISLAND

Saturday, May 19

James Dean e il degustatore di caffe'

Giovedi e' stata davvero una giornata insolita, di quelle che si costruiscono da se' ma gia' nascono ricche e produttive. Quello che mi stupisce, ripensandoci, e' il fatto che sia stata composta da elementi tra loro diversissimi. La mattina, la scuola. Il giovedi ho cinque periods consecutivi che significa che il tempo scorre rapido ma anche implacabile. Ho due ore con l'year 12, due con l'year 11 e una con lo scatenatissimo year8 (prometto di dedicare spazio al funzionamento della scuola e cose simili, appena possibile). Sono uscito prima perche' avevo finito tutto quello che avrei dovuto preparare per i giorni successivi. Fin qui, ordinaria amministrazione.
Avevo tempo e sono andato a perderne un po' alla Melbourne University, un piccolo paese, pieno di facolta', studenti, iniziative, veramente un mondo tutt'altro che accademico ma molto molto stimolante. Mi sono imbattutto in svariati cartelloni di iniziative interessanti e ho anche un incontro fulminante con un mercatino di films usati. Non ho resistito, ho dato un'occhiata e mi sono lasciato conquistare da uno: The life of James Dean - Robert Altman. Detto... fatto, mio. Ho fatto due passi, chiesto il prezzo della piscina, chiacchierato con una ragazza al bar e mi sono avviato verso il tram. Mi sono perso, ho chiesto informazioni. E' impossibile non perdersi nell'universita', ve lo giuro.
Ho preso il tram, cercato nella mia borsa e avuto la conferma che era il giorno giusto. Tre fermate dopo, sbalzo termico e depeche mode in sottofondo, arrivo da Starbucks. Domenica scorsa avevo chiacchierato con una cameriera (era stata lei ad attaccare bottone, io la domenica mattina non sono ne' fluent ne' soprattutto affabile) e lei, notata la mia predilezione per questa multinazionale della cortesia, mi aveva dato un invito per uno Starbucks Midtown Coffee Seminar.
In uno dei piu' accoglienti Sturbucks che costellano l'intera citta', via principale in particolare, si teneva questo meeting che per me era totalmente sconosciuto. Ho dato un'occhiata intorno e chiesto con discrezione. Mi hanno indicato un tavolo riservato, al secondo piano. Mi ci sono diretto circospetto con il mio cappuccino da principiante in mano. L'ho nascosto appena sono arrivati altri curiosi individui. Ero l'unico occidentale, un'australiana bionda, una malesiana voluminosa e simpatica, un indiano garbato, due giapponesi tranquille. Tutti noi attorno al tavolo, seduti e cortesemente in attesa. Arriva una ragazza bionda travestita da cameriera in compagnia di una cameriera travestita da giapponese. Ci danno il benvenuto. Gli altri si erano gia' visti o cosi mi e' parso, nome e provenienza. L'Italia nel parlare di caffe' fa decisamente un curriculum della madonna! parliamo della nostra esperienza del caffe' e della curiosita' che ci ha spinti li. arrivano i bicchierini, le moche, la pressa, un vassoio guarnito di dolcetti. E inizia un'esperienza divertente, fatta di annusare, ascoltare, assaggiare, riflettere. Lentamente si abbandona l'idea di una terapia di gruppo e si innesca quella di una lieta brigata di insoliti degustatori di caffe'. Si accenna alle impressioni, si abbozza un abbinamento, si assaggia ingordi i dolcetti. Il caffe' e' meraviglioso, quello del Sud Africa, quello dell'Indonesia. Dopo il tutto, sara' durato un'oretta abbondante, facciamo due chiacchiere, lasciamo l'indirizzo mail nanoschietto@hotmail.it chiude trionfalmente la fila.
Esco, si sta bene. Bevo il mio cappuccino ancora miracolosamente tiepido, forse era la contentezza a riscaldarlo. e' buio o quasi, saranno le 19 e 3o. decido di andare ai Public Bath sono ad un passo da casa mia e c'e' una piscina carina, la piu' antica di M. con tanto di arcate d'ingresso. Nuoto tranquillo e mi faccio la mia faticata. Si puo' nuotare senza cuffia ed e' tutto pulitissimo.
Torno a casa, mi cucino una zuppa di zucca (quanto suona male tradotto pumpkin soup) chiacchierando con la mia coinquilina coreana che mi racconta del suo studio. Poi mi adagio sul letto, mi aspetta il film in bianco e nero sulla vita di James Dean, lo guardo con calma come facendomi cullare dalle immagini in bianco e nere commentate da una voce sicura. Finisce, spengo. Sono senza energie. Mi addormento.

austrano tipicamente austrano


Koala e Kangaroo sono due parole utilizzate comunemente nell'inglese contemporaneo e soprattutto nell'australiano odierno. Stanno ad indicare due animali tipici del continente ed entrambi i termini scelti per indicare queste due bestiole hanno un'origine aborigena.

Koala significa "che puo' fare a meno dell'acqua" e sta ad indicare una caratteristica peculiare del tenerissimo animale che e' in grado di estrarre l'acqua di cui ha bisogno dalle foglie di eucalipto: gli costa una gran fatica riuscire a sminuzzarle e a renderle il meno nocive possibili e in questo lavoraccio, il tenero dormiglione riesce a dissetarsi.

Kangaroo deriva da un fondamentale fraintendimento. Gli inglesi, avvistato questo animale singolare, che preferiva spostarsi saltando che correndo, che portava i piccoli nel marsupio e che sembrava tanto innocente quanto insolito, decisero di chiedere a chi lo aveva gia' visto il nome di quell'essere. Si puo' facilmente immaginare le difficolta' linguistiche di comunicazione. Tutt'ora il british english qui suona estraneo, figuriamoci allora. Alla domanda cortese ed impaziente di un inglese "how do you call?" gli aborigeni espressero il proprio dubbio "kangaroo" (kengaruu) che voleva dire "non ho capito, non so...". Da allora il mondo ha preso a chiamare non lo so, questo incredibile animale.


Thursday, May 17

quote

"Partire è la più bella e la più coraggiosa di tutte le azioni.
Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo"

Isabelle Eberhadt

Wednesday, May 16

Tuesday, May 15

... tanti auguri


e' passato un mese e siamo qua, sotto i fari di questa realta'


la smetto e pure subito. e' passato un mese, le date non ingannano.

esattamente un mese fa un grosso aereo blu e azzurro depositava un gruppetto di straniti passeggeri nell'aereoporto centrale di Melbourne.

avevano cambiato volo, fuso, nazione, lingua, continente...vita?

ma diciamo pure vita.


il viaggio era stato sfiancante ma non insopportabile, per ammazzare la noia ho parlato tutto il tempo con uno steward malesiano, ho mangiato come un'oca da pate', visto un'alba incredibile, visto un film non altrettanto memorabile, perso la cognizione del tempo, avuto paura dello scorrere dello spazio mentre la sagoma dell'aereo sorpassava le nazioni, una dietro l'altra...


poi l'arrivo, tutto nuovo... visi, parole, colori, odori. niente e tutto, insieme.

l'albergo, le confidenze affrettate, le colazioni abbondanti, le strade al contrario

poi la sauna e il bagno nella piscina notturna gelata, il the in camera, le telefonate a casa

poi l'incontro con le autorita', la paura della meta nel country, la prima serata mondana,

la burocrazia, il cibo, l'assegnazione della scuola


poi i professori, gli studenti insegnanti, gli ambienti

la casa nuova, il week end ospitato, le chiacchiere sul divano

yep yep, le prime lezioni, qualche imbarazzo qualche ottima performance

lo stress e i sorrisi


la prima gita fuori porta, il primo cinema e poi il secondo

la prima pizza oltre Oceano, il primo abbozzo di nostalgia guardando i grattacieli

la musica, il football, il BBQ, lo slang

i desideri esauditi, i koala e i canguri

le specialita' e gli immancabili


il primo shopping abbozzato, le prime chiacchiere autoctone

le sorprese, la ricerca della casa, la comunita' italiana

i ricordi, il giardino botanico, la prima assunzione

il primo colloquio, la prima festivita'

i messaggi in segreteria, le chiacchiere nel parco

i modi di dire, la pioggia e il sereno


il cibo cinese, indonesiano, malese, tailandese

poi la casa, il trasloco

le raccomandazioni, le mail

gli sguardi per strada

i bei ragazzi le belle ragazze

i primi giri in libreria, il primo cd prestato

le prime poesie condivise, gli screzi

il vivere positivo, l'appendere le cartoline

l'IKEA e il quartiere alternativo

la gita altrove, il week end libero


la power point presentation, il come si dice

il come dici, la politica italiana,

i controsensi britannici,

la spiaggia

l'Oceano

il croissant


tante cose e tante altre

i grattacieli, i treni

i centri commerciali, il primo taxi

le chiacchiere al tavolo, l'incertezza e l'ostinazione

il primo platypus (ornitorinco), la Lonely Planet, il Moleskine

la mia camera con la mia musica

lo studio con Lifegate

i racconti letti a distanza

il letto scomodo, il letto non mio

la casa senza armadi, la cena improvvisata

il junk food e la pronuncia di hippo,

l'antivirus scaduto e il jazz festival

i giorni che passano, l'architettura insolita

i progetti, la voglia di vivere


tutto questo, un compimese


grazie, a tutti di tutto


Monday, May 14

a.ustrano ma vero


gli australiani festeggiano il Queen's Birthday l'11 giugno. La festa non coincide pero' con il compleanno della Regina, ma con quello del defunto di lei padre. Quest'anno fa ponte e non si lamenta proprio nessuno. grazie commonwealth.


cercar casa


Lo ammetto, qui e' uno spasso.
Anche se la tastiera non ha gli accenti, provo a mettere insieme un paio di idee.
I try.
Cercare casa e' un'esperienza, per me era la prima volta.
Bisogna valutare, sondare ma anche osare. Cercare gli annunci, affidarsi a Internet con i suoi annunci fantasiosi ma simili, guardare nelle vetrine dei negozi la varieta' dei colori e delle offerte e affidarsi al pettegolezzo e alla confidenza immediata con colleghi, conoscenti e amici.
Fatto questo inizia una lenta cernita, tra quartieri, prezzi e sensazioni.
Poi bisogna decifrare un linguaggio tecnico ed insidioso, che va dal FF fully furnished, parola che suona sexy e promette camere perfette, a PT pubblic transport, garanzia di fuga o possibilita' di moto...
poi si chiama, si chiede. si sentono voci e si vedono case. prima ci si accorda, poi si programma, poi ci si perde, si chiede scusa (sooo sorry) e poi si vede, si incontra, si chiede (dai prezzi alla connessione internet passando per gli animali e le intolleranze, la caparra e le bollette)

tra le situazioni divertenti e rigorosamente aussie, accadute a me come ad altri, elenchiamo
- casa con bagno fuori
- casa con un gatto per camera, ma nel senso che ogni felino viveva in ognuna
- casa senza salotto, con angolo cucina, in angolo corridoio in angolo citta'
- case sporche (assai)
- miniappartamento indipendente
- casa con depressi
- casa con uomo e ragazzina in atteggiamenti intimi
...

avevo una certa urgenza di trovare un posto, lo scopo era quello di avere una certa indipendenza ma soprattutto di essere comodo, di potermi muovere ma avere un mio spazio. da domani questo iniziera' ad essere possibile, nulla mi ha impedito di farlo fino ad ora, solo che essere ospiti e' sempre una condizione particolare, direi interstiziale, anche se il padrone di casa e' uno squisito soggetto stranissimo.


poi trovi casa, cosi un po' per caso un po' per sfinimento

e' una camera graziosa, preparata per uno studente, pronta per te

la proprietaria non vive li ma affitta

la zona e' comoda, la compagnia studentesca

l'atmosfera rilassata ma vivibile

ecco fatto!


Friday, May 11

I got it

Ho trovato casa!

giusto un po' di identità

Do you LOTE?
Yes, I do

con una pragmaticità efficace che li contraddistingue, gli Australiani per ovviare alla classificazione problematica e rischiosa delle lingue insegnate a scuola (sono 32 nello stato del Victoria) parlano dell'ambito linguistico come di un LOTE: languages other than english. qui le sigle piacciono da matti, inizio a sospettarlo, e questa ad un primo impatto sembra vagamente supponente, forse della perfezione britannica che non lascia scampo. io appartengo al LOTE, questo organismo vario che nella mia scuola comprende 6 insegnanti. Le lingue insegnate sono due, francese ed italiano. Del francese se ne occupano Marie, Ned e Niki. Dell'italiano invece i responsabili sono Teresa, Tony e Kelly. Settimanalmente il LOTE si riunisce per discutere di problemi pratici (dal funzionamento del proiettore al numero di fotocopie che il Principal ha concesso) a problemi più concettuali, per quanto anche i primi finiscano per diventarlo. Si parla uno per volta ma senza formalismi, dura un'oretta ma sono tutti concentrati. Chi non ha voglia non finge nemmeno di seguire, mette la testa sul banco e muore, di quella morte virtuale da gioco di ruolo. Settimana scorsa si è innescata una discussione curiosa ma interessante. Ci sono due aule nella scuola che sono dedicate all'italiano e al francese. Una per lingua. Sono belle, larghe, con le pareti addobbate e tapezzate. E fin qui, tutto ok. Ma nelle aule ci sono i banchi. Come mettere i banchi? Quale la disposizione migliore per l'insegnamento? Come rendere interattivo il contesto ma controllato? Come non dare l'idea dell'anarchia passando attraverso il divertimento? si è parlato per un po', discusso ma senza particolari scintille, alla fine si è disegnata una disposizione di banchi con una forma a C che riempia l'aula ma non la soffochi, permetta a tutti gli studenti di guardare la lavagna, niente cattedra centrale, perchè il centro è la lavagna, due banchi immediatamente vicini alla cattedra (che è sulla destra, di solito) per i sorvegliati speciali (e qui ci sono svariate opinioni) o chi deve fare altro rispetto alla lezione. Questa soluzione, sottoscritta e votata all'unanimità (pure io) ma con riserve di Teresa e Tony, permette con uno spostamento rapido di avere la classe pronta. Che ve ne pare? Notevole no?

Thursday, May 10

Si commenta da sè

ho trovato questo annuncio, non potevo non lasciarvelo...


I'm a mixed bag of personality - all good of course - And looking for share accomodation
Hi there, I am a 18 year old girl/full-time corporate worker. I base my life around the spiritual nature of things. The main things i enjoy is laughter, meditation and Raveing to dirrty electro beats...I'm set to move out of my current accomodation early August and am looking for new accomodation with someone who has a simular nature and simular interests to me. *must be accepting to my nature loving spiritual guru ways* hahaI work hard, I play hard but an all round fun housemate

Tuesday, May 8

A.utunno


immagini dall'Autunno,

qualche segno incontrato camminando nel giarino botanico



nel fine settimana

Sunday, May 6

Puffing Billy



Amo i treni, le stazioni, le fermate, i viaggi... tutto.
mi affascina, tutto il meccanismo.
non potevo lasciarmi scappare il Billy che sbuffa
il vecchio treno della ricerca dell'oro,
l'odore dei boschi all'inizio dell'Autunno,
il colore delle carrozze e la sorpresa delle stazioni,
detto... fatto!
e oggi c'era anche la gara: gli australiani di corsa contro il treno, chi avrà vinto?


Friday, May 4

Oggi...che giornata

always shakink our idea of normality


la giornata di venerdì, inizia con il sapore pigro del rigirarsi piano nel letto già quasi sfatto, nel guardare con affannosa incertezza il visore grigio metallo del cellulare e accorgersi che sono le 23 ed è ora di alzarsi. ho tenuto l'ora itala, per comodità o forse per non perdermi di vista.

mi lavo e mi vesto piano, raccogliendo le cose da non dimenticare: la borsa, il marsupio, la macchina fotografica, le chiavi, il quaderno, la biro ed esco. Rincaso dopo poco, oggi mi tocca andare a piedi alla fermata del treno (2 minuti 2) il mio host teacher è andato in bici ed è partito quando ancora io mi lavavo i denti pigiamato. Ho dimenticato il cellulare, oggi mi serve. Controllo l'ora e mi aggiusto le cuffie nelle orecchie.

Esco, chiudo, cammino lentamente guardando un cielo magnifico screziato di nuvolette metalliche. la giornata di venerdì inizia tra le case basse di Seddon, le macchine parcheggiate, qualcuno che corre e io che ascolto le note elettroniche che mi ha prestato Jeff, il professore di Media. un paio di incroci, e qualche parvenza di raggio di sole dopo, arrivo alla stazione di west footscray, ho due minuti di anticipo, mi conferma l'orologio.

Obblitero, faccio due passi sulla banchina e scatto un paio di foto. la musica non è male, in stazione non c'è quasi nessuno. il treno spacca il minuto e io con il mio monthly posso viaggiare agilmente, cambiare e scendere a Rocky Park. Immagino gli animali che sbadigliano dentro le loro gabbie mentre costeggio il muro dello Zoo per raggiungere la scuola. Ho paura di arrivare in ritardo, non so se Kelly mi aspetta.

Mi affretto, vedo il parco, mi manca poco. Entro nel red bar, un croissant con le mandorle (na delizia) e un cappuccino con tre cucchiaini di zucchero, ovviamente consumati passeggiando nel parco. Che bello attraversarlo ancora disabitato e privo di ospiti. il cimitero nell'angolo, l'erba verde, i grattacieli dietro lo sfondo, sulla destra un campo da football. Arrivo alla scuola, butto il contenitore del cappuccino.

Dopo due minuti arriva Kelly, guida una macchina verde che non distinguo, oddio guida sulla destra tenendo la sinistra, mi presenta i figli, due, che chiama con nomi italianizzati (10 e 12 anni, due topolottini quieti ed educati), lascia il primo, che io vedo tutti i giorni, e parte con me. è accogliente, riccia ed insolita come al solito. con il figlio parla in greco (vi parlerò della sua famiglia). viaggiamo con calma, qui si parla di traffico ma sono tre o quattro auto al semaforo. guida bene e parla volentieri. chiacchiera con il bimbo e mentre aspetta al semaforo gli passa una cartellina di cartone: lui ripassa le parole nuove di italiano che ha imparato con corrispondente traduzione in greco e in inglese. è bravissimo, sa anche i verbi irregolari. lei è tosta, lui regge con la vocina quieta. parliamo un po', lascia il figlio in una casa di mattoni che è una primary school e ci dirigiamo al VATI.

oggi non ho lezione, ma ho insistito per partecipare a questo convegno sull'aggiornamento dell'insegnamento dell'italiano nello stato del Victoria: na figata! accoglienza con borsetta kitchissima, materiale in cartelletta purple, adesivo con nome-cognome-scuola-compito. kelly mi introduce a qualche autorità, qualche amica, qualche ignoto. rivedo i miei colleghi, due chiacchiere poi conferenza iniziale. uno spettacolo, veramente curatisima ed impeccabile, tenuta da john di bianco o qualcosa di simile, sull'importanza del bilinguismo. mattinata divisa in tre incontri a scelta: io ho scelto un incontro sul VCI (la loro maturità), uno sul multiculturalismo e l'ultimo sulla poesia e l'insegnamento dell'italiano, non prima quest'ultimo di un morning tea con muffin deliziosi, come scegliere?? e di un lauto pranzetto con pizze e amenità varie, tra cui polpettine con marmellata rossa... fame chimica e chiacchiere a raffica, un sacco di contatti e di persone interessanti... quanta robba! nel frattempo si organizza il pomeriggio, serata, notte.

Saluto, seguo kelly e ci confrontiamo sugli incontri, è un po' rigida, ma sa essere spiritosa. Fitzroy nel primo pomeriggio è uno schianto. mi lascia a princes hill, la mia scuola dove saluto il figlio. vado in bagno, quello dello staff, ovviamente, e sorrido al consiglio con cui kelly mi ha lasciato: evita i BBQ, due in due settimana sono fatali...

mappa in mano, mp3 nelle orecchie cerco la strana per andare a vedere la casa. rinuncio, chiacchiero con un signore con la scusa delle indicazioni e mi accompagna dove devo andare. lo saluto, mi stupisco di questa cordialità e penso bene di perdermi. ho solo due minuti. mi butto in un 7eleven, supermercato onnicomprensivo, chiedo, aprono la mappa, sono vicino! bello il quartiere, attorno al parco, una traversa. conosco leigh (leggi liff) e vedo la casa.

esco, contatto susi, passo per l'università nello spostarmi, la adoro... ci vediamo da readings, la libreria dove ci sono annunci per le case. chiacchieriamo un po', tra un annuncio e l'altro, mi convince per una sorta di passeggiata nella strada cool lì vicina, meritava davvero. beviamo sotto un cielo screziatissimo lei un bicchiere di vino bianco, che sceglie a lungo, io un frullato favoloso (frutti di bosco e melone, credetemi). chiacchiere, concerti, gusti, amici, cose, case, chiese, scuole, monumenti. ha ancora il jet leg da smaltire ma è piacevole. mi accompagna in stazione, dove ci si ritrova con gli altri.

ci abbandona, in comitiva, com'è difficile ed inutile muoversi in tanti, ci spostiamo affamati. scegliamo un posto che fa cucina portoghese versione grandi distribuzioni, la zona è carina ma molto battuta, mangiamo pollo da Nando's e chiacchieriamo amabilmente. ci si riaggiorna, come va, come si sta, che si fa, cosa non va... poi accompagnamo uno poverello che vive lontano in stazione, andiamo ad un pub consigliatissimo ma non eccezionale. buio, musica spettacolare, ma aria irrespirabile, c'era aria? non ricordo... arredamento con moquette ovunque, ne ho visti di posti carini ma questo non sembrava così soffoccante, perdinci. non bevo nulla, altro tram, altra gente, altri colori. stazione - perdo ultimo treno, mi ricavo un'alternativa e penso a domani. dormo, domani dormo un poco.

arrivo in stazione, trovo un taxi, costa pochissimo, arrivo a casa dopo aver chiacchierato con un etiope che dopo una manovra folle si ferma, accosta, scende, prende una bottiglia d'acqua ed esce saltellante da quello che scoprirò essere il suo locale, ma guida per arrotondare e ha il fratello in Italia e una volta gli dice "va bene" l'altra "fanculo". pago, saluto, ringrazio, saluto, scrivo il post, saluto il mio host father e ora mi sa che mi ninno.


che giornata, azz.



è austrano, ma vero

1. la maggior parte delle volte che un australiano scrive il numero sette lo fa senza mettere la righettina orizzontale nel mezzo, spessissimo accade

2. lo sciacquone del water ha, sempre, due gradazioni: può avere un carico medio oppure una gittata più forte, contrassegnate in modo vario ma di solito riconducibile ad un cerchio mezzo pieno e ad uno pieno

3. la pioggia mette spesso gli abitanti di M. di buon umore, non capita spesso e li rende felici, bah

Wednesday, May 2