e' tutta una questione di social awareness, gia.
per capire un popolo, devi viverlo.
puo' non bastare ma e' il minimo, per viverlo, partecipare.
domenica ho preso parte ad un rito collettivo che si sigla con tre lettere BBQ (leggi bii bii chiuu)
il barbeque e' tipicamente internazionale, e gli australiani non lo rivendicano come proprio, sia chiaro MA come in tutte le cose che fin'ora ho incontrato non c'e' l'esclusiva ma di sicuro una buona versione riadattata.
il bbq e' fondamentalmente un modo per stare insieme, per perdersi di vista il meno possibile mangiando insieme e ovunque. si sceglie una casa (quella spaziosa e vivibile del principal, nel mio caso) la si riempie di gente, amici, amici di amici, rispettiva nidiata di figli. Si arriva a rate, e ogni volta ci si ripresenta, tutti.
io sono arrivato prima, ma non di molto.
ho anche accidentalmente smarrito la retta via (qui e' tutto a block in effetti) ma non e' bastato.
sono stato invitato dalla host mother di un'amica, ve ne ho accennato, mi pare. non sapevo che portare. ho scelto un omaggio floreale, economico ma decisamente grazioso. ha gradito. ma nel corso dell'abbuffata ho come avuto un dubbio... mica dovevo portare dell'altro? vi spiego, gli altri invitati sono arrivati con snack, patate, bibite, birre, birre, birre (rendo l'idea). gli australiani ragionano in termini di stubbies (una bottiglietta di birra, una garanzia di felicita' conviviale).
gli ospiti erano tanti, almeno quattro coppie, con un figlio a testa e relativo amico o fratello.
ho parlato un sacco e con quasi tutti, tra gli altri avevamo un'inglese che ha sposato un australiano dopo aver lavorato qui per 20 anni, con nidiata di figli biondi partoriti da un catalogo Benetton anni 90, il di lei marito in infradito e chiacchiera fluente, una sorridente maestra di alunni problematici, con due figlie adottive (avete presente Zadie Smith, ecco duplicatela), una simpatica australiana che insegna in una scuola cattolica, il di lei marito affezionato alla radio che aspettava il successo della squadra locale di football, una delle 15. qui sceglierne una, significa farsi dei nemici...io rimando hehe
e in tutto questo, nel backyard si cucinava, abbondantemente e con risate, sonore ma non sguaiate. prima una salsa con i ceci sul pane con gli spinaci, poi qualche patatina, grissino insipido e poi... tutto ad un tratto, l'assalto garbato al cibo: salsicce, pollo ma soprattutto il meglio della casa: home made hamburger a base di cipolla carne tritata tanto amore e ALBICOCCA. beh non credetemi, erano ottimi! ecco l'ingrediente segreto...
e in mezzo al cibo e ai piatti tutti diversi (e bruttarelli) speravo di non apparire troppo DAG (sfigato) ma me la sono cavata egregiamente, ho pure parlato con una coppia del loro viaggio a Sydney.
si mangia ovunque, chi sui gradini per il giardino, chi sul divano, chi in cucina, al pc, i bambini davanti alla PS, le bambine sul letto, nel corridoio. e si parla, del piu' e del meno. e il tempo passa. intervallo stimato: 13 - 20 poi i saluti, i commiati, qualche abbraccio, nice to meet u.
un altro pezzo di storia e' stata scritta
ma avro' fatto bene a portare i fiori?
al prossimo BBQ non manchero'
stasera vado a vedere questo...