Friday, October 12

si parte...

Come promesso, inizia ora, con un attimo di ritardo, so che siete trepidanti, il mio racconto del viaggio dei viaggio: la mia uscita per la Nuova Zelanda.
Inizio col dire che il tempo è tiranno, ma il nostro boss anche di più, quindi una settimana, otto giorno otto, era il tempo a nostra disposizione per allontanarci e viaggiare.
Perchè la Nuova Zelanda? come se ci fosse bisogno di motivazioni... sfruttando l'alibi che andando all'estero avrei avuto il rinnovo gratuito dell'assicurazione medica, ho pensato di lasciare l'Australia. Ammetto di aver avuto i miei dubbi nella scelta della meta, andare via da uno stato continente diventa davvero impegnativo. C'è tanto tanto da vedere. Ma viaggiare è come amare, non solo scegliere ma preferire. Ho preferito il mio sogno e sono andato nella terra della grande nuvola bianca.
Non perdiamo altro tempo, ed iniziamo con il racconto

IL PRIMO GIORNO
da Melbourne a Christchurch: il viaggio e la città
30 settembre

NOTTE BREVE E PARTENZA VELOCE
La mia compagna di viaggia C. ha dormito da me, visto che saremmo dovuti partire la mattina insieme. L'aereoporto le è scomodo, come d'altronde lo è da me. Ma svegliarsi insieme ha, oltre al piacere della colazione, anche il fatto che si rischia meno di essere in ritardo. Le ho preparato il divano, ma abbiamo parlato a lungo e la notte è stata breve. Il risveglio intorpidito, lento, non entusiasta ma sorridente. Venivamo entrambi da una settimana di pietoso lavoro. C. ha preparato la colazione con oats, fragole e banane tagliuzzate al momento, cosumate con calma e a respiri profondi. Si cercava di svegliarsi, il meglio ed il prima possibile. Mi sono preparato il caffè con la macchinetta RMIT (di cui mi riprometto di parlarvi il prima possibile). Poi via in fretta, C. con la porta aperta e si esce.
Il viaggio in stazione è impossibile a piedi, sotto grandi zaini pieni, si va in taxi. Guida un taxista somalo particolarmente interessato a sapere se la Sicilia fa ancora parte dell'Italia (e lo chiedi ad una veneta e ad un lombardo domenica mattina? rischi) e al fatto se nel nostro Paese ci sono infrastrutture e trasporti che funzionano. Guida piano, con un ritmo straziante e con un paio di evidenti infrazioni che non manca di sottolineare con una bestemmia.
Arriviamo in Stazione, prendiamo il pulman e siamo in Aeroporto in orario, una mezz'ora di ritardo sul tempo consigliato ce lo siamo presa, ci mettiamo una vita a fare l'imbarco, una lentezza incredibile che ci mette il sorriso. A me fa soprattutto sorridere il cartello sul bagaglio a mano, dice: per quanto grande possa essere il tuo ego, il tuo bagaglio deve comunque stare in questa misura, e ne propone un disegno tratteggiato. Ci imbarcano cinque (dicono cinque) minuti prima dell'orario del decollo (ndr era pur sempre un viaggio internazionale) e ci sta anche lo spazio di una battuta. Dopo un disguido riguardo la possibilità di portare contanti all'estero, sono in aereo vicino al finestrino, salutato dalla ragazza che ci ha imbarcato con un "ciao A.". e si parte, destinazione Christchurch. Sull'aereo leggo dei maori sulla lonely planet, mentre una hostess voluminosa e truccatissima propone il gioco del "sedile più pulito" che permette al più pulito un premio a sorpresa. Forse un caffè con lei.

Guardate che bella che è, le prime immagini tra costa, montagne innevate e palude




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